Minaccia il figlio con il coltello: papà violento allontanato da casa

8 Novembre 2022

Non solo le intimidazioni: l’uomo ha aggredito il giovane colpendolo con una testata in pieno volto Anche la moglie ha denunciato le vessazioni ai carabinieri. Scatta il provvedimento del giudice

VASTO. Le vessazioni continue alla moglie, le minacce al figlio con il coltello, la testata in pieno volto. Un papà e marito violento di 40 anni è stato allontanato da casa, su ordine del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Vasto, dopo gli accertamenti dei carabinieri. I militari dell’Arma hanno raccolto il grido d’aiuto di madre e figlio, che hanno avuto il coraggio di vuotare il sacco e chiedere l’intervento delle forze dell’ordine per mettere la parola fine a un incubo domestico ormai impossibile da sopportare. Il loro timore, infatti, era che le frequenti sfuriate dell’uomo potessero degenerare in nuove aggressioni fisiche. La risposta delle istituzioni è stata immediata. Anche grazie alla nuova legge, conosciuta come “Codice rosso”, che ha istituito una corsia preferenziale per la trattazione di una serie di reati: dallo stalking (atti persecutori) fino alla violenza sessuale e ai maltrattamenti, passando per revenge porn (porno vendetta) e corruzione di minore. La nuova legge alza le condanne e dispone che la vittima venga ascoltata dal pubblico ministero entro tre giorni dalla presentazione della denuncia. Quanto ai maltrattamenti in famiglia, che è l’ipotesi di reato per la quale si procede nella vicenda avvenuta nel Vastese, la pena massima è passata da sei a sette anni di reclusione.
Il 40enne, in base a quanto ricostruito, avrebbe perseguitato i familiari con il suo atteggiamento scontroso e prevaricatore, al punto tale che sia la moglie che il figlio hanno deciso di presentare denuncia. La procura della Repubblica, ritenendo i loro racconti credibili, ha chiesto e ottenuto l’allontanamento dell’uomo dalla casa familiare con il contestuale divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalle vittime. Qualora l’indagato dovesse violare le prescrizioni imposte del giudice, rischierebbe di finire in manette. Durante l’interrogatorio, l’uomo potrà fornire la sua versione dei fatti e respingere le accuse.
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