Molino Alimonti, deserta la settima asta Ma il fallimento del colosso non è scontato

8 Dicembre 2014

ORTONA. Nessuna offerta alla settima e conclusiva asta del concordato preventivo i cui termini scadevano a fine novembre. Il gruppo Alimonti rimane senza compratori nonostante il prezzo ribassato a...

ORTONA. Nessuna offerta alla settima e conclusiva asta del concordato preventivo i cui termini scadevano a fine novembre. Il gruppo Alimonti rimane senza compratori nonostante il prezzo ribassato a circa 45 milioni di euro complessivi per i tre stabilimenti di Caldari, Roma e Guardiagrele che erano acquistabili anche separatamente. Ma il fallimento dell'ex colosso nazionale delle farine alimentari, in crisi dal 2010, sembra un'eventualità ancora lontana. «Continueremo», anticipano i commissari liquidatori Gianni Di Battista e Remo Di Giacomo, «a portare avanti la proposta di vendita degli stabilimenti e degli altri beni del gruppo Alimonti, e lo faremo sulla base di due criteri fondamentali che sono il ritorno alle attività di produzione e di conseguenza la ripresa dell'occupazione». La decisione di proseguire nella messa all'incanto è scaturita dai numerosi contatti che i commissari hanno avviato nei mesi scorsi con potenziali acquirenti degli asset del gruppo. Tra i creditori riuniti nel concordato preventivo ci sono fornitori, banche e gli stessi dipendenti, che tra Tfr e stipendi arretrati vantano complessivamente tra i due e i ter milioni di euro. (f.b.)