Molino Alimonti, oggi è il giorno decisivo

ORTONA. Molino Alimonti ci riprova ed oggi potrebbe essere scritta una nuova pagina per il futuro dell'azienda che conta al suo interno 90 dipendenti, di cui circa 50 allo stabilimento di Ortona. L'a...
ORTONA. Molino Alimonti ci riprova ed oggi potrebbe essere scritta una nuova pagina per il futuro dell'azienda che conta al suo interno 90 dipendenti, di cui circa 50 allo stabilimento di Ortona. L'appuntamento è alle 9, quando il giudice Nicola Valletta aprirà le buste con le offerte depositate in cancelleria, davanti ai commissari liquidatori Remo Di Giacomo e Gianni Di Battista. Il tutto non si svolgerà nello studio notarile Plasmati di Chieti, come avvenne lo scorso febbraio, ma nel Tribunale del capoluogo. Ma non trapela nessuna indiscrezione su quelle che potrebbero essere le offerte ricevute e soprattutto chi sia stato a farle. Solo stamattina se ne potrà sapere di più. L'unica certezza, al momento, è che sono pervenute quattro domande, ma non si conoscono le tipologie di proposte arrivate per il rilevamento, che possono basarsi su tre differenti ipotesi. La prima riguarda la vendita dell'intero complesso industriale di Roma, Ortona e Guardiagrele, in subordine poi c'è la vendita dei singoli complessi, esattamente come la scorsa asta di febbraio, la terza probabilità invece riguarda l'affitto dei singoli stabilimenti, a differenza dell'ultima asta. Ci sono diverse possibilità di rilevazione, dunque, che solo all'apertura delle buste potranno essere note insieme ai progetti di chi si aggiudicherà l'azienda, che ha toccato la crisi per la prima volta nel 2010. Sul piatto c'è il futuro di 90 dipendenti che aspettano di avere delle novità positive dopo gli ultimi colpi di scena che prima hanno dato loro delle speranze e poi li hanno fatti ricadere nell'incubo di rimanere senza un lavoro. L'aggiudicazione all'asta del gruppo Molini Alimonti & Co. Srl per oltre 2 milioni e 800mila euro, successivamente la decisione del giudice fallimentare Valletta, che aveva stabilito insufficiente l'importo delle fidejussioni presentate dalla nuova società, facendo saltare praticamente tutta l'operazione, e il conseguente scetticismo dei sindacati dopo le ultime vicende, che si erano mostrati molto preoccupati per le sorti degli operai. La nuova gara potrebbe ridare vigore ai desideri delle maestranze riguardo ad una ripresa della produzione ed una stabilità lavorativa che manca ormai da cinque anni. Da oggi per la Molino Alimonti si aprono nuovi scenari. (a.s.)

