Monta la protesta anti-Pincione: spuntano volantini e striscioni

Tifosi uniti contro la società e appoggio all’amministrazione che chiede alla proprietà di andare via L’appello degli ultras: «Non date impianti sportivi al “1920” se usa ancora il nome della nostra città»
LANCIANO. Semmai ce ne fosse stato bisogno, la tifoseria lancianese ribadisce la volontà di liberarsi dall’attuale proprietà del Lanciano calcio 1920, squadra retrocessa dall’Eccellenza alla Promozione con tre giornate di anticipo. L’ultima esternazione in ordine di tempo è quella manifestata con una serie di striscioni affissi dal gruppo ultras “Lancianesi” nella notte tra mercoledì e giovedì. «Liberate il Lanciano calcio» recitava quello apposto su una ringhiera esterna del palazzo municipale. «Ladies & gentlemen, dirige l’esibizione l’accoppiata Iapaolo-Pincione», recitava, con il disegno del tendone di un circo, quello esposto in via Ferro di cavallo. Un altro, più “politicamente scorretto”, è stato messo vicino al palasport, sempre citando il proprietario del club Max Pincione e il direttore generale Paolo Iapaolo. A loro, nei giorni scorsi, anche il Comune aveva rivolto l’invito a cedere la società, o quantomeno a non utilizzare più il nome della città, con una nota sottoscritta dal sindaco Filippo Paolini e dal vice sindaco Danilo Ranieri. Agli amministratori è arrivato l’«appoggio per quanto stanno facendo per ridare la doverosa visibilità sportiva al calcio lancianese» da parte del gruppo “Quelli del Biondi”, che ha sottolineato come «il “1920” oramai non rappresenta nulla per la nostra città».
Il gruppo ultras “Anxa rebel” pure ha manifestato sostegno all’azione di sindaco e vice contro Pincione, e ha lanciato un appello: «Dare la possibilità di iscrivere una società a un campionato con il nome di una città con cui non c’entra nulla è contro i valori che accompagnano questo sport», hanno scritto gli ultras rossoneri su un volantino, riferendosi alla volontà di Pincione di usare ancora il nome di Lanciano. «Alla luce di questa possibilità», è l’appello del gruppo, «ci rivolgiamo alle altre città che potrebbero essere contattate da questa società per gli impianti sportivi: non accettate nessuna proposta fino a quando continuerà a utilizzare il nome di Lanciano, pensate se tutto ciò succedesse alla vostra squadra cittadina».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

