Morì a 19 anni nella partitella, a giugno l’udienza su Cerbone

9 Maggio 2021

SAN SALVO. 9 maggio 2019: Christian Cerbone, 19 anni, giovane in procinto di partire per l'Esercito, viene colto da malore mentre gioca con gli amici sul campo di calcetto della Marina di San Salvo....

SAN SALVO. 9 maggio 2019: Christian Cerbone, 19 anni, giovane in procinto di partire per l'Esercito, viene colto da malore mentre gioca con gli amici sul campo di calcetto della Marina di San Salvo. Una morte improvvisa e inaspettata alla quale i genitori non si sono ancora rassegnati. 9 maggio 2021: a distanza di due anni dalla tragedia, la vicenda è ancora offuscata da tanti interrogativi. Il perito nominato dalla famiglia, il professore Gaetano Tiene, ha dichiarato che il giovane poteva essere salvato. La perizia sul Dna e sui campioni biologici di Christian Cerbone, fatta il 24 febbraio 2020 a Bari, ha scagionato i sette operatori sanitari che si sono occupati di lui dopo il malore. La Procura ha per questo chiesto l’archiviazione del caso. Il 6 giugno è in programma davanti al tribunale di Vasto l’udienza nel corso della quale i giudici decideranno il da farsi.
Mamma Carmela e papà Antonio chiedono giustizia e verità. Il 24 febbraio 2020 i consulenti della Procura, il professore Francesco Introna, ordinario di Medicina legale all’Università di Bari, e il cardiopatologo Andrea Marzullo, del Dipartimento dell’emergenza e dei trapianti dell’Università Aldo Moro del capoluogo pugliese, non hanno ritenuto necessaria la riesumazione del cadavere.
Per la morte di Cristian Cerbone come detto sono indagati sette medici. I loro legali, gli avvocati Arnaldo Tascione, Francesco Tascione, Federico Squartecchi, Antonello Cerella e Luciano Di Felice, fin da subito hanno evidenziato il loro comportamento corretto. E allora cosa accadde al giovane quel giorno? Cristian morì pochi giorni prima di partire per l'Esercito. Giovane e di sana e robusta costituzione, non sembrava certo in pericolo di vita. Perché il cuore di Christian si è fermato? Era diagnosticabile la causa ed è stato fatto comunque tutto il possibile per salvarlo? Sono le domande angosciose che continuano a farsi i genitori del ragazzo. Ma a distanza di due anni non ci sono risposte. (p.c.)
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