Morì nello schianto sull’A14, ricostruite le fasi dell’incidente

14 Novembre 2018

LANCIANO. Incidente probatorio ieri mattina sulla corsia sud dell’A14 tra i caselli di Lanciano e Val di Sangro nel punto in cui la notte del 23 settembre perse la vita Maria Consiglia Impicciatore,...

LANCIANO. Incidente probatorio ieri mattina sulla corsia sud dell’A14 tra i caselli di Lanciano e Val di Sangro nel punto in cui la notte del 23 settembre perse la vita Maria Consiglia Impicciatore, 56 anni, di Villa Santa Maria. Sul posto, i periti incaricati dalla Procura e dagli indagati, gli avvocati e la polizia autostradale. Questi ultimi hanno dovuto restringere la carreggiata in direzione sud a una sola corsia per permettere a tecnici e investigatori di operare in tranquillità. Tre le persone indagate di omicidio stradale, un giovane di 25 anni di Vasto e due giovani pugliesi.
Il 25enne vastese era alla guida di una Toyota Yaris che tamponò la Fiat Punto della vittima insieme a una Ford Focus e a una Mercedes Classe A condotte entrambe da automobilisti pugliesi. L'incidente avvenne al km 420+500. La donna era sola alla guida della Punto, che precedeva le altre tre auto, quando è avvenuto il maxitamponamento che ha spinto la Punto contro il guardrail. Soccorsa dal 118, la donna è stata portata all’ospedale di Pescara, dove è deceduta due ore dopo in seguito al grave politrauma riportato. La scena dell’urto è stata ispezionata alla presenza di Faustino Colarusso il perito nominato dalla Procura di Lanciano; Tommaso Mariani, il perito che rappresenta la famiglia della vittima e Stefano Moretti, perito del giovane vastese. L’automobilista di Vasto ha affidato la sua difesa all’avvocato Pierpaolo Andreoni mentre la famiglia di Maria Consiglia Impicciatore è rappresentata dall’avvocato Evo Talone. Alla presenza degli agenti della polizia stradale di Vasto sud è stata ricostruita la dinamica dell'incidente. Maria Consiglia Impicciatore, è morta all’ospedale di Pescara due ore dopo esservi arrivata in gravi condizioni. Altri quattro automobilisti rimasero feriti. La Procura non ritenne necessaria l’autopsia sulla donna. I conducenti delle auto che seguivano la Fiat Punto invece furono sottoposti ad alcoltest. La Toyota Yaris del giovane vastese in un primo momento fu indicata come la vettura che seguiva la Fiat Punto della vittima.
Quello che i periti stanno cercando di stabilire è se sia stata la Toyota a tamponare per prima l’auto della donna, stretta anche da un’altra vettura in fase di sorpasso. (p.c.)
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