Luigi muore sul campo da tennis, fatale un malore a 15 anni

Si chiamava Luigi Santarelli ed era di Francavilla al Mare: il minore si stava allenando quando è improvvisamente crollato davanti ai suoi compagni
SAN GIOVANNI TEATINO. Cinquanta minuti ininterrotti di massaggio cardiaco. Il silenzio e la speranza attorno a quel corpicino caduto a terra, tra i ragazzini che come lui ieri pomeriggio si stavano allenando a tennis sui campi della Cittadella dello sport, a San Giovanni Teatino. Ma la vita di Luigi Santarelli, 15 anni di Francavilla, si è spezzata poco dopo in ospedale a Pescara quando d’urgenza è arrivato già in gravissime condizioni. Un arresto cardiaco fulminante. Il cuore di Luigi non ce l’ha fatta e così ieri pomeriggio ha trascinato nel tunnel più buio mamma Michela che stravedeva per quel bimbo, figlio unico.
Era da poco iniziato l’allenamento, il primo dopo la pausa di Pasqua, quando intorno alle 17.30 Luigi con la racchetta in mano, tra tiri e palleggi per scaldarsi, si è accasciato a terra e ha perso i sensi. Da lì, non si è più ripreso e il suo cuoricino ha smesso di battere. E ora scatta l’inchiesta: su disposizione della Procura di Pescara, i carabinieri del comando provinciale di Chieti hanno avviato le indagini per ricostruire cosa sia accaduto ieri pomeriggio e soprattutto verificare se è stato fatto tutto il necessario per salvare la vita di Luigi, che 16 anni li avrebbe compiuti tra meno di un mese. Ad accertare le cause della morte sarà invece l’autopsia.
I raggi di sole e finalmente il giorno degli allenamenti con la scuola tennis che Luigi, ormai da anni con la racchetta in mano e quella passione coltivata fin da piccolo, aspettava per affinare i suoi tiri e prepararsi ai tornei a cui spesso partecipava. Scarpette ai piedi e racchetta in mano, Luigi alle 17 era già in campo per l’allenamento con i compagni. I primi esercizi per riscaldarsi. Poi la tragedia appena dopo. Così, davanti a tutti i compagni, suoi coetanei, e al maestro, Luigi è crollato a terra, sul campo da tennis. Ed è subito stato il corri corri, tra chiamate di aiuto, primi tentativi di rianimazione e il defibrillatore. In pochi attimi, si è attivato tutto il personale della struttura, affidata dal Comune alla società sportiva Sgt Sport. Mentre c’era chi correva a prendere il defibrillatore, altri chiamavano i soccorsi. Ma Luigi non rispondeva a nessun stimolo. Ad arrivare subito un’ambulanza del 118 e l’automedica con il medico rianimatore. Per 50 minuti ininterrotti medici e infermieri si sono alternati con il massaggio cardiaco nella speranza di recuperare un minimo i parametri vitali del giovane. E nel mentre è arrivata anche la mamma di Luigi che, inerme, non hanno potuto fare altro che assistere a quella scena straziante.
LA CORSA IN OSPEDALE. Le condizioni del 15enne sono apparse sempre più critiche, così la corsa in ospedale, al Santo Spirito di Pescara, con l’ambulanza a sirene spiegate. Ma nella sala d’emergenza del Pronto soccorso il 15enne era già volato via. Vani i tentativi di rianimazione e la speranza di vedere anche un solo parametro vitale in ripresa. L’inizio di un incubo per la mamma, insieme al suo compagno Fabio. Un dolore che si è diffuso poi tra gli amici e nella struttura sportiva che da tempo aveva accolto Luigi, coltivando la sua passione per il tennis. A raggiungere in ospedale i familiari è stato anche il sindaco di San Giovanni Teatino Giorgio Di Clemente: «Una perdita che ci lascia sgomenti, un dolore immenso che colpisce non solo la famiglia, ma l’intera nostra comunità», dice, «il mio cuore è con i genitori, i cari, gli amici e gli istruttori che hanno vissuto questi momenti terribili. A loro tutta la nostra vicinanza e il nostro abbraccio in questo momento di indicibile sofferenza».
LE INDAGINI. Con la morte del 15enne sono scattate le indagini dei carabinieri di Chieti. Su disposizione della Procura di Pescara, come atto dovuto, i militari già ieri sera hanno sequestrato il defibrillatore presente in struttura, usato per rianimare il ragazzo, e verificare il corretto funzionamento del dispositivo e la tempestività dell’intervento. Nelle prossime ore verrà esaminata anche la documentazione sanitaria fornita alla società sportiva: certificati medici, idoneità agonistica, eventuali controlli specialistici. Elementi indispensabili per chiarire se Luigi fosse pienamente idoneo alla pratica sportiva e se vi fossero segnali, anche minimi, che potessero far sospettare una patologia cardiaca. Sarà poi l’autopsia, che verrà disposta a breve, a fornire le risposte. L’esame dovrà stabilire le cause del decesso, al momento riconducibile a un arresto cardiaco, ma non si esclude che possano emergere malformazioni congenite o patologie mai diagnosticate. Gli accertamenti dovranno anche chiarire se ci possa essere stata una correlazione con lo sforzo fisico o se si sia trattato di un evento imprevedibile. Poche ancora le certezze: se non il dolore immane per una vita spezzata a 15 anni e tutti i sogni davanti.
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