Nasce il primo museo che si può visitare anche con il cellulare

Da oggi si potranno percorrere i saloni con un semplice clic L’arcivescovo Cipollone: «La mia diocesi corre con i tempi»
LANCIANO. Da oggi si potranno percorre i saloni del Museo Diocesano guidati dal proprio telefonino grazie alla connessione wi-fi che consentirà di scaricare gratuitamente le audioguide o acquisire informazioni sulle opere fotografando i principali capolavori esposti. Attraverso il sito Internet di ultima generazione si potrà effettuare una visita virtuale degli ambienti, prenotare una visita guidata o scaricare una guida completa delle opere. Si apre all’innovazione tecnologica il museo diocesano mostrando i suoi gioielli come una croce di Nicola da Guardiagrele, uno dei tre esemplari al mondo dell’Opera Omnia di Pico della Mirandola, la tela di Polidoro da Lanciano, l’olio su tavola “ Cristo porta croce” attribuito al Giorgione, il parato unico al mondo del 1700. Un clic, una scatto col telefonino e la spiegazione dei gioielli è a portata di mano, e d’orecchi. Un progetto costituito da una piattaforma cross-mediale composta da un sito internet, social network, applicazioni per smartphone, audioguide ed una guida e-book, messe a disposizione col contributo della Bper. Un progetto all’avanguardia nella regione, che arriva alla vigilia dello storico appuntamento dei 500 anni di istituzione della Diocesi di Lanciano (1515) . «Un momento importante per tutta la comunità» ha evidenziato Emidio Cipollone, arcivescovo di Lanciano-Ortona, «che mette la diocesi al passo con i tempi e apre il museo, che è poco conosciuto, ma straordinario. Un museo che custodisce la storia della città, di chiese che non esistono più come quella di San Maurizio, che è testimone della fede di un tempo. Un progetto che fa accostare alla dimensione culturale per poi arrivare a quella del culto».
Tele, croci processuali, paramenti liturgici, gioielli votivi, che incantano. «Abbiamo restaurato tele e locali sostenendo da soli una spesa notevole» ha affermato monsignor Enzio D’Antonio, promotore dell’apertura del museo «di 2 miliardi di lire. E quando sono andato in pensione ho lasciato al mio successore Carlo Ghidelli, circa 500 milioni di vecchie lire per completare i lavori».Un lavoro lungo con circa 500 opere delle 4mila del patrimonio diocesano. Opere e pezzi unici come la brocca pontificale di scuola napoletana del 1603, il bastone pastorale del vescovo Maccafani del 1515 che al suo interno ha intarsiato il primo stemma di Lanciano. L’olio su tela “Cristo prota Croce” della scuola di Giorgione, una croce del 1200, il dipinto, unico, che racconta il miracolo della Ricciarella, il parato alto 5 metri, unico al mondo, del 1700 di lino ricamato in seta. «Il museo va valorizzato»ha detto Don Guido Scotti direttore del museo «servirebbe un percorso turistico ad hoc. A Lanciano i pellegrini arrivano, visitano il Miracolo e vanno via. Invece potrebbero scendere dai bus alle Torri Montanare, visitarle, visitare il Palazzo diocesano e il museo,la chiesa di Santa Maria Maggiore». Il museo cercherà la promozione attraverso Internet e si aprirà alla città. Domani ci sarà una “Notte al Museo” con apertura dalle 17 alle 24 e visite guidate gratuite ogni ora.
Teresa Di Rocco
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