Nascite sotto la soglia di 500 per il secondo anno di fila

Il vagito di Francesco è stato l’ultimo del 2021 nell’Ostetricia ora senza primario I lavori nel reparto, attesi da 15 anni, per la Asl sono iniziati ma il cantiere non c’è
LANCIANO. Si è sentito nel reparto di Ostetricia-ginecologia dell’ospedale Renzetti l’ultimo vagito del 2021. Francesco è venuto alla luce alle 23.34 facendo chiudere l’anno a 452 parti. Un numero, purtroppo, che per il secondo anno consecutivo è sotto la soglia minima di 500 nascite. Reparto che soffre ancora per i lavori attesi da 15 anni, promessi da due, e addirittura dati per avviati dal manager Asl Thomas Schael nel giugno scorso ma che invece non sono iniziati. E da ieri l’unità è anche senza primario perché è andato in pensione Antonio Di Francesco. E con lui, e il pensionamento anche di Domenico Pellegrini, dell’Oculistica, il Renzetti perde altri due direttori di unità tanto che ormai a Lanciano è più facile contare i reparti con primario, che quelli senza, a partire dalla direzione sanitaria di presidio.
NATILa chiusura è stata davvero col botto nel reparto di Ostetrica-ginecologia del Renzetti perché il 31 dicembre sono venuti alla luce ben tre bimbi. Due fiocchi rosa - neonate di Ortona e Santa Maria Imbaro - e uno azzurro. Ed è proprio il fiocco azzurro di Francesco, di Altino, 3 chilogrammi di dolcezza, l'ultimo arrivato nella provincia di Chieti alle 23.34. Gioia per i genitori, la famiglia e per il reparto che con loro è arrivato a 452 parti. Numero che è leggermente migliore del 2020, quando furono 441 le nascite, il minimo storico di sempre, ma sotto i 500 che è la soglia minima che fa evitare la chiusura del Punto nascita. Ad ogni modo il calo delle nascite è un problema generale, legato al calo demografico nazionale, al Covid e poi ci sono problemi per l'accentramento dei sevizi negli ospedali provinciali e quelli del reparto per quanto riguarda il comfort alberghiero, le attrezzature e la carenza di personale.
LAVORIE proprio sul comfort alberghiero, la sicurezza e il personale si potrebbe intervenire per far fare quel salto di qualità atteso da 15 anni con i lavori che prevedono il rifacimento dell’intera unità: stanze di degenza, ambulatori, sala parto, pavimentazione, che è in vinil-amianto, e strumenti. Il 23 giugno scorso il manager Asl Schael ha annunciato al Renzetti l'avvio dei lavori per luglio in Ginecologia; cosa che ha ribadito il 10 novembre scorso al sindaco Filippo Paolini. Ma dei lavori da oltre 4 milioni di euro già finanziati non c'è proprio traccia, nonostante nell’ottobre 2020 la Regione abbia pure annunciato con un comunicato, la firma del contratto con la O.E. Cme Consorzio imprenditori edili società cooperativa (Modena) per l’avvio dei lavori. E di certo le toppe al pavimento in amianto e le stanze antiquate non invogliano a partorire a Lanciano.
PRIMARIA peggiorare la situazione ora anche la mancanza del primario: Antonio Di Francesco da ieri è ufficialmente in pensione. E con lui si acuisce il problema della carenza di personale, che deve assicurare i servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali malattie delle donne, visite, ambulatori, interventi ginecologici, interruzioni di gravidanza. Con Di Francesco in pensione va anche Domenico Pellegrini (Oculistica) e così il problema dei primariati vacanti al Renzetti diventa enorme. Sono quasi tutti i reparti senza primario, a partire dalla figura cardine del direttore sanitario. Mancano direttori di ruolo pure in Chirurgia, Ortopedia, Gastroenterologia, Riabilitazione, Radiologia, Odontostomatologia, laboratorio analisi, Nefrologia, Neurologia e Cardiologia.
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