Le vongole liberate in mare aperto

ORTONA

Nasconde un carico di vongole nella spazzatura, scatta il sequestro

Controlli della Capitaneria di porto con l'aiuto delle telecamere. Multato il comandante del peschereccio: dovrà pagare oltre 2.000 euro 

ORTONA.  Nasconde in un cassonetto della spazzatura 70 chili di vongole, impacchettate e pronte per essere vendute sul mercato illecito del pesce. Ma la Capitaneria di porto di Ortona si accorge del carico illegale e sanziona il comandante del peschereccio che, adesso, dovrà sborsare circa 2.000 euro.
E' successo nella mattinata di oggi, venerdì 12 marzo. Il controllo della Capitaneria di porto è stato effettuato con l’ausilio delle telecamere di portuali, nell’ambito delle operazioni svolte quotidianamente per tutelare le specie ittiche e la salute dei consumatori. Come fanno sapere dalla Guardia costiera, i 70 chili di vongole sono stati trovati all’interno di un cassonetto della spazzatura, privi della documentazione di tracciabilità. Il comandante di un peschereccio, dopo averle caricate sul proprio veicolo, si è accorto dell’arrivo dei militari e ha cercato di disfarsene. Le vongole, sequestrate ancora vive, sono state rigettate in mare da una motovedetta della Guardia costiera. All’armatore e comandante del peschereccio sono state applicate sanzioni per un importo complessivo di 2.000 euro oltre alla decurtazione dei punti dalla patente nautica.  
“Trasportare le vongole su veicoli privati – fanno sapere dalla Capitaneria di Ortona – senza alcun documento che ne garantisca la tracciabilità e la provenienza, vuol dire alterarne l’intero mercato, con danni ai tanti pescatori che, invece, rispettano le regole, ma si vedono aggirati da concorrenti sleali. La Guardia costiera continua ad operare in difesa del consumatore finale, al fine di evitare il venir meno delle garanzie di bontà e freschezza del prodotto e il rispetto delle norme igienico sanitarie che viceversa, la possibilità di conoscerne provenienza e data di prelievo, assicurano. In mare, infatti, esistono diverse zone di pesca classificate in base alla qualità delle acque in funzione della quale può essere imposto l’obbligo di invio a depurazione dei molluschi prima della messa in commercio”.