Negativi i tamponi di tutti i 22 condòmini

19 Maggio 2020

Nessuna infezione oltre i sei di una stessa famiglia. Pupillo: «Torna il sereno». Ma una 33enne aspetta il risultato dal 20 aprile 

LANCIANO. Ventidue tamponi negativi. Tirano un sospiro di sollievo i condomini della palazzina Ater di Santa Rita sottoposti sabato scorso all’esame per capire se potevano essere stati contagiati dal Covid-19, che ha colpito una famiglia di 6 componenti che vive nel palazzo. Ma il sospiro di sollievo è di tutta la città che ha evitato l’aprirsi di un nuovo focolaio, dopo quello che ha interessato nei mesi di marzo e aprile l’ospedale Renzetti. Esito di tamponi avuti subito da Teramo, ma c’è ancora chi attende il responso del proprio test da un mese. È il caso di una 33enne di Lanciano che con febbre, tosse, difficoltà respiratorie, aspetta l’esito del test fatto il 20 aprile scorso.
TUTTI NEGATIVI. «L'Istituto zooprofilattico di Teramo, a mezzanotte, ci ha comunicato la negatività di tutti i 22 tamponi esaminati. Il Covid è rimasto confinato all’interno della famiglia di 6 persone e non si è trasmesso agli altri inquilini». È il sindaco Mario Pupillo ad annunciare sollevato la negatività dei tamponi fatti ai condomini di un palazzo Ater dopo l’allarme lanciato sabato scorso per l'aumento di contagi all’interno di una famiglia di sei componenti che lì vive. Famiglia che pare sia stata contagiata dal Covid-19 dopo la partecipazione di due suoi membri - ora ricoverati in ospedale - al funerale di Campobasso che ha portato il 30 aprile scorso nella cittadina molisana residenti di altre regioni, in barba ai divieti. A chiedere l’intervento del Comune è stato il direttore del Dipartimento di prevenzione Asl, Giuseppe Torzi: troppi casi nel palazzo, per giunta alla vigilia della riapertura delle attività, bisognava rintracciare tutti i condomini e sottoporli al tampone volontario per bloccare l’eventuale scoppio di un focolaio di coronavirus. In poco tempo, con un gioco di squadra, Asl, Comune e Ater hanno rintracciato le famiglie, fatto i test sabato dentro un’ambulanza sotto il palazzo, sanificato domenica il condominio e consegnato agli inquilini guanti e mascherine. «Poi c’è stato solo il buio dell’attesa», dice Pupillo, «ma la chiamata della Asl, a mezzanotte ha fatto tornare il sereno».
IL CASO. Ma c’è chi non riesce ancora ad avere l’esito del proprio test fatto il 20 aprile scorso. «Non so più a chi rivolgermi», dice una 33enne di Lanciano, «da quel giorno ho fatto il tampone al pronto soccorso di Chieti dove sono stata portata per due volte dal 118 per problemi respiratori, tachicardia, tosse e febbre, ma non ho ancora l’esito. E senza tampone, con il sospetto Covid-19, non posso fare visite, né andare all’ospedale Renzetti. Sono seguita a casa dal mio medico, che ha chiesto un nuovo tampone, e dall’unità Usca. Ma da un mese vivo con saturimetro, ossigeno, antibiotici generici e senza una diagnosi precisa».
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