Negozi, spuntano le telefonate per boicottare la riunione

9 Marzo 2016

CHIETI. «Ma che tipo di Svizzera siamo? Perché nelle altre regioni ci sono regole ferree sul proliferare dei centri commerciali e da noi no?». Le domande sono risuonate nel corso della riunione di...

CHIETI. «Ma che tipo di Svizzera siamo? Perché nelle altre regioni ci sono regole ferree sul proliferare dei centri commerciali e da noi no?». Le domande sono risuonate nel corso della riunione di lunedì scorso, nella chiesa dei XII Apostoli allo Scalo, convocata dal comitato “Chieti per noi” che sta raccogliendo firme per sfiduciare l’Amministrazione comunale. La petizione, dicono gli organizzatori, è arrivata a quota 150 firme. Il comitato si dice stanco “del lassismo politico con il quale gli amministratori comunali hanno governato” e “determinato a portare avanti concrete battaglie” come quelle trattate veementemente durante la riunione: dal centro commerciale naturale diffuso sull’intera città, ai negozi di quartiere e delle periferie, alla redazione di un nuovo Piano commercio.

Sì, perché, i commercianti vogliono essere anche propositivi, sopperendo anche a quella che viene vista come “l’inerzia” dell’assessorato al Commercio in primis e dell’Amministrazione in generale. E, a dirla tutta, non solo dell’attuale gestione ma anche delle precedenti. I commercianti hanno intenzione di raccogliere la voce del territorio prima di muoversi e poi agire a tutti i livelli, anche chiedendo un incontro con il prefetto Antonio Corona. Il prossimo appuntamento è per lunedì 14 nella chiesa San Francesco Caracciolo al Tricalle alle 21. Porte aperte a tutti, meno che a sindaco, assessori e consiglieri: «Ricordiamo che l’Amministrazione non è invitata a partecipare», dice il comitato, che riferisce di aver avuto notizia di «telefonate sopraggiunte da parte di membri di giunta e consiglio per scoraggiare la partecipazione o, come riferiscono alcuni, ad annunciare la presenza di assessori e sindaco come guanto di sfida. Invitiamo i cittadini a partecipare e a segnalarci queste situazioni cosicché capiscano che la corda si è spezzata». (a.i)