«Niente bandiera blu Colpa dei depuratori che non funzionano»

ORTONA. Lo scarso funzionamento dei depuratori quale causa della mancata Bandiera Blu. Per il sindaco Vincenzo D'Ottavio va ricercato in questo aspetto la motivazione dell'ennesima bocciatura di...
ORTONA. Lo scarso funzionamento dei depuratori quale causa della mancata Bandiera Blu. Per il sindaco Vincenzo D'Ottavio va ricercato in questo aspetto la motivazione dell'ennesima bocciatura di Ortona, emersa dopo l'annuncio delle città che potranno godere dell'importante riconoscimento.
«La depurazione è un elemento di cui la Fee tiene conto e sul quale c'è da lavorare ancora», ammette il primo cittadino. L'ultima volta che Ortona è stata insignita della Bandiera Blu risale al 2013. Da allora la città non è più comparsa sull'elenco dei comuni costieri a cui la Fee Italia (Fondazione europea per l'educazione ambientale) ogni anno assegna il riconoscimento, in quanto rispettosi dei criteri relativi alla gestione sostenibile del territorio. Neanche per il 2016, per la terza volta consecutiva, Ortona potrà issare sui lidi questo vessillo capace di garantire una spinta ulteriore al turismo costiero.
Nonostante l'amministrazione comunale già dagli anni scorsi avesse promesso il massimo impegno per far sì che la città potesse tornare ad ottenere il riconoscimento, la missione è fallita. Ma il sindaco difende l'operato della sua squadra di governo: «Non ce l'abbiamo fatta neanche quest'anno ad avere la Bandiera Blu, e ci dispiace. Noi ce l'abbiamo messa tutta per riconquistare il riconoscimento, purtroppo però dobbiamo far fronte ad una situazione non semplice con i depuratori. Stiamo cercando di avviare un discorso con la Sasi per cercare di renderli più fruibili», aggiunge D'Ottavio. «Tuttavia dai rilievi dell'Arta in nostro possesso emergono dati confortanti, d'altronde come l'anno scorso, sulle acque del Lido Saraceni. Mentre per il tratto nord della nostra costa, eccetto i punti in cui vige il divieto di balneazione, i dati sono addirittura migliori rispetto al 2015. Quindi la situazione non è poi così grave come potrebbe apparire». (a.s.)

