Niente fermate dei Frecciarossa Dal Vastese l’appello ai politici

21 Novembre 2022

Nel tratto chietino della ferrovia adriatica lo scalo a Vasto-San Salvo c’è solo in estate col Frecciabianca Chi ha bisogno di spostarsi con l’alta velocità deve andare a Termoli (30 chilometri) o a Pescara (80)

VASTO. Settantamila residenti fra Vasto, San Salvo e i Comuni vicini non sono sufficienti ad avere una fermata del Frecciarossa nella stazione Vasto-San Salvo. Ogni giorno sono migliaia i viaggiatori della provincia di Chieti diretti al nord, costretti ad andare a Pescara o a Termoli, in Molise. «Le scelte di Trenitalia sono mortificanti. Veniamo considerati cittadini di serie C», protesta l'ex consigliere regionale Paolo Palomba. Chi è costretto per motivi di salute, lavoro o studio a fare viaggi frequenti deve trovare qualcuno che gentilmente lo accompagni a Termoli, a 30 km, o a Pescara, a 80 km. Trenitalia concede una fermata del Frecciabianca solo in estate. Eppure nel 2016 il Frecciabianca fece la sua prima fermata proprio nello scalo vastese. «Oggi deve tornare ad essere come allora», dice il sindaco di Vasto, Francesco Menna. «È necessario l'impegno di tutti a ogni livello istituzionale. Bisogna combattere affinché il Frecciarossa diventi una presenza giornaliera alla stazione Vasto-San Salvo e non solo d'estate. Per questo mi appello al presidente della Regione, Marco Marsilio, al sottosegretario regionale ai trasporti, Umberto D'Annuntiis e ai consiglieri regionali di qui, affinché si facciano portavoce delle istanze del territorio dando così una risposta a chi deve o vuole spostarsi in treno».
La sola fermata di Pescara in Abruzzo, isola il Vastese e condanna i pendolari a ingiustificati e onerosi disagi. I treni ad alta velocità, nella tratta Pescara Termoli, bypassano l’intera provincia di Chieti che da sola conta più abitanti dell’intera Regione Molise (385mila contro 315mila). Ma come se non bastasse, mentre nella stazione di Vasto San Salvo non ferma alcun treno ad alta velocità, nella vicina stazione di Termoli ne fermano più di dieci. Un disagio penalizzante per Guido Giangiacomo (Fdl), consigliere provinciale e comunale. «È assurdo dover andare a Pescara per raggiungere Bologna o Milano», dice Giangiacomo. «La scelta di Trenitalia frena gli investimenti nel territorio». A giudizio di molti imprenditori la scelta mortifica il sud dell'Abruzzo e non favorisce la crescita delle attività economiche. Il presidente di AssoVasto, Alessandro Grassi, chiede che possano fermare se non tutti almeno una metà dei Frecciarossa che fermano a Termoli. «Già è penalizzante la scarsa efficienza delle rete adriatica rispetto a quella tirrenica. La mancanza di fermate dei Frecciarossa lo è ancora di più», dice il direttore di AssoVasto, Giuseppe La Rana. «È necessario», incalza il consigliere comunale di Fratelli d'Italia, Francesco Prospero, «avere almeno qualche fermata dei treni a lunga percorrenza anche in vista del potenziamento del porto di Punta Penna e della logistica. Andrebbe anche riattivato lo scalo merci di Punta Penna per valorizzare il sistema di trasporti su rotaie», conclude Prospero.
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