«No alle divisioni sulla sanità»

16 Giugno 2017

L’appello del Comitato cittadino in vista del consiglio comunale sull’ospedale

CHIETI. No al campanilismo, sì a chi guarda esclusivamente all’interesse della città. E soprattutto: no alle divisioni, perché da Chieti deve arrivare una risposta univoca alla presa di posizione del consiglio comunale di Pescara. È questo in buona sostanza l’appello del comitato cittadino per la salvaguardia e il rilancio della città di Chieti, coordinato da Giampiero Perrotti, in vista del consiglio comunale straordinario di lunedì sulla sanità.
«Il Comitato», dice Perrotti, «respinge ogni tentativo di condizionare le scelte della Regione con antiquate e ingiustificate pressioni campanilistiche per quanto riguarda l’individuazione dell’ospedale Dea (Dipartimento di emergenza e accettazione) di secondo livello che va istituito nella sua sede naturale, là dove esiste una qualificata facoltà medica, e quindi, per l’area metropolitana del centro Abruzzo, a Chieti, valutando se a se stante o collegato ad altre realtà vicine, così come previsto nella ipotesi elaborata dalla Regione». E dunque, il Comitato chiede al Consiglio comunale di esprimersi ufficialmente in tal senso. «È indispensabile», dice ancora Perrotti, «replicare con altrettanta chiarezza e unanimità di impegno a quanto già deliberato dal Consiglio comunale di Pescara che con 20 voti a favore e 3 astensioni ha approvato un documento a danno della città di Chieti nel quale si chiede che la Dea di secondo livello venga istituita nel presidio sanitario adriatico».
Il Comitato auspica anche che sia superata in tempi rapidi anche l’attuale condizione di emergenza in cui versa il Santissima Annunziata, che si è scoperto essere stato costruito con due corpi di fabbrica a rischio sismico. Per il resto il Comitato non intende entrare nel merito della questione relativa al progetto Maltauro, «per il quale», sottolinea, «ogni partito potrà ovviamente portare avanti le proprie valutazioni. La questione del Dea prescinde da tale polemica e necessita», conclude il coordinatore, «di un voto unanime da parte dei consiglieri teatini e chiamati atutelare la città sia dai banchi della maggioranza che dall’opposizione».