Nuovo Civeta, il 24 febbraio l’udienza al Tar

7 Febbraio 2023

Cupello. Ricorso di 4 Comuni sulla trasformazione societaria. Di Florio (Cupello): pronti a resistere

CUPELLO. Inizia il conto alla rovescia per il Civeta. Il 24 febbraio è in programma al Tar di Pescara l’udienza per la sospensiva nell’ambito del ricorso presentato da quattro Comuni fondatori. Casalbordino, Pollutri, Monteodorisio e Villalfonsina contestano la trasformazione del consorzio di Cupello in società di capitali (Srl), avvenuta il 15 dicembre scorso davanti al notaio Giovanni Maria Plasmati. Secondo le quattro amministrazioni comunali il nuovo assetto societario, così come è stato attuato da Vasto, San Salvo, Cupello, Scerni e dalle ex Comunità montane presenta «profili di illegittimità sul piano procedurale e sostanziale», che l’impostazione dello statuto ed in particolare le modalità e i criteri per la rappresentanza dei Comuni all’interno della società rivelano «un malcelato intento di escludere di fatto i comuni più piccoli dalla partecipazione, e quindi dalla gestione». Altri motivi di contestazione sono legati alla nomina del consiglio di amministrazione, che secondo i ricorrenti, farebbe lievitare i costi di gestione e al ristoro ambientale previsto solo per il Comune di Cupello che ospita l’impianto di riciclaggio e di compostaggio di Valle Cena sul proprio territorio, ma che Monteodorisio rivendica in virtù della estrema vicinanza in linea d’aria dal polo impiantistico e dalle discariche di servizio.
«Ci costituiremo in giudizio», annuncia la sindaca di Cupello, Graziana Di Florio, «stiamo valutando se dare l’incarico a un unico legale, fatta eccezione per Vasto che si affiderà alla propria avvocatura comunale. Siamo fiduciosi nel rigetto del ricorso da parte del Tar di Pescara. Se dovesse accadere il contrario i Comuni ricorrenti si assumeranno le loro responsabilità politiche. Le questioni sollevate potevano essere affrontate e risolte con il dialogo. Noi siamo ancora aperti al confronto e alla ricerca di soluzioni», conclude Di Florio.
Per il fronte opposto «le responsabilità sono di chi ha condotto tutta l’operazione di trasformazione in maniera sbagliata». «Siamo fiduciosi», attacca Mimmo Budano, sindaco di Villalfonsina, uno dei Comuni ricorrenti, «il nostro auspicio è che il Tar approfondisca tutte le questioni da noi sollevate. In ogni caso, al di là dell’esito del ricorso, emerge in maniera chiara e netta che su questa vicenda il territorio si è spaccato, non essendo riuscito a trovare la sintesi. Il dato finale», incalza Budano, «è che è mancata la leadership politica da parte di Vasto, città capofila. Del resto basta considerare che a distanza di 60 giorni dalla trasformazione del Civeta i Comuni non sono ancora riusciti a designare il consiglio di amministrazione».
Sul nuovo Civeta è intervenuta anche l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm). (a.b.)
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