Vasto

Omicidio Andrea Sciorilli: dinamiche ancora da chiarire, nella palazzina tornano i Ris

28 Aprile 2026

La casa di via Histoniense presidiata dai carabinieri per evitare alterazioni della scena del delitto. I legali del padre Antonio puntano su legittima difesa o incapacità di intendere e di volere

VASTO. Continua a essere presidiata dai carabinieri la palazzina di via Histoniense in cui domenica 19 aprile Antonio Sciorilli, 52 anni, dirigente della Asl, ha ucciso con tre colpi d’ascia il figlio Andrea di 21 anni. La presenza dei militari è necessaria per evitare che la scena del delitto venga in qualche modo alterata. Nessuno deve avvicinarsi alla casa. Previsto nei prossimi giorni un nuovo sopralluogo dei Ris. I rilievi fin qui effettuati non sono parsi sufficienti a ricostruire la dinamica dell’omicidio e a chiarire molti altri aspetti di una vicenda che ha sconvolto l’intera città. Gli investigatori dovranno approfondire gli accertamenti sia in casa della vittima che in garage. L’appartamento della famiglia Sciorilli, l’ascensore del condominio e il garage in cui è stato ritrovato il corpo restano sotto sequestro.

L’omicidio di Andrea Sciorilli sarebbe avvenuto al culmine di una discussione nella mansarda di casa dov'era la stanza del giovane. Antonio Sciorilli ha raccontato di essere stato aggredito dal figlio con un coltello a serramanico. Particolare confermato dai suoi avvocati, Alessandro Orlando e Massimiliano Baccalà. Sciorilli poi avrebbe portato il corpo in garage. Mentre l'uomo stava prendendo l'auto, forse per caricare il corpo del figlio, è arrivato in bicicletta il testimone che - scioccato - ha chiamato i carabinieri. Antonio Sciorilli non è stato in grado di riferire cosa sia accaduto esattamente quella domenica.

L'uomo ha fornito al gip Fabrizio Pasquale dichiarazioni spontanee in cui ha ricostruito anni di tensioni ma non l’uccisione del figlio. Il funzionario resta in isolamento giudiziario e al momento non può incontrare neppure i familiari. Il 52enne è in uno stato confusionale che impedisce anche ai suoi legali di relazionarsi con lui. La difesa dell’uomo è intenzionata a chiedere una perizia psichiatrica. L’ipotesi è che la mente di Antonio Sciorilli abbia subito uno choc che ha alterato la sua razionalità. L’uomo è guardato a vista per evitare che possa compiere qualche sciocchezza. L’ isolamento però lo porta a pianti continui.

Non è escluso che il professionista possa essere trasferito in un altro carcere. Le indagini sull’omicidio di Andrea si prospettano piuttosto lunghe. La frase ripetuta da Sciorilli più volte «ho voluto difendere la mia famiglia», ha convinto la magistratura ad approfondire: perché Antonio Sciorilli aveva paura per la moglie e la figlia? Gli esperti stanno cercando di verificare se quanto dichiarato dal 52enne in aula davanti al giudice Pasquale e al pm Miriam Manfrin sia vero, se vi sono responsabilità penali a carico di qualcuno e in caso affermativo di chi. L’omicidio potrebbe insomma avere aperto la porta su qualcosa di grave a lungo taciuto e che forse non riguarda solo ed esclusivamente la famiglia Sciorilli.

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