Omicidio di Casoli, l’estradizione ci sarà

19 Marzo 2024

Il 74enne accusato di aver ucciso la compagna a coltellate non ha presentato appello: processo già fissato al 22 novembre

CASOLI. Micheal Withbread, l’ex consulente informatico accusato di aver ucciso a coltellate la convivente Michele Faiers nella loro abitazione di Casoli, ha rinunciato a ricorrere in appello contro l’ordinanza di estradizione in Italia. Nell’ultimo colloquio avuto in carcere – è detenuto a Londra dal primo novembre scorso – con il suo legale inglese, Caroline Downs, il 74enne ha espresso la volontà di non presentare appello (aveva sette giorni di tempo per farlo) contro la decisione del tribunale di Westminster, che nell’udienza del 13 marzo scorso ha accolto la richiesta di estradizione avanzata dal governo italiano. Il processo per omicidio volontario aggravato dal rapporto di convivenza si terrà quindi in Italia.
Il gip del tribunale di Lanciano Chiara D’Alfonso, accogliendo la richiesta di giudizio immediato da parte del procuratore capo Mirvana Di Serio, ha già fissato l’udienza per il 22 novembre prossimo in Corte d’assise. Come specificato dalla magistratura inglese, avendo scelto di non ricorrere in appello, Withbread dovrà recarsi in Italia entro 17 giorni dalla decisione di estradizione. A Lanciano incontrerà il suo legale italiano, l’avvocato Massimiliano Sichetti, che lo informerà in merito alla sua posizione processuale e alle prove a suo carico. Secondo le indagini dei carabinieri di Lanciano, il 74enne ha ucciso con nove coltellate alla schiena e all’addome la connazionale e convivente Michele Faiers, 66 anni, per poi lasciare il casolare di contrada Verratti e darsi alla fuga in auto fino in Inghilterra. L’ipotesi è quella del movente passionale, in quanto la donna aveva scoperto che il compagno la tradiva.
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