Operaio caduto dal ponteggio, 5 indagati

22 Gennaio 2022

Vasto. Chiuse le indagini sulla morte di Nicola Di Biase: contestato il reato di omicidio colposo

VASTO. Concluse le indagini sulla morte di Nicola Di Biase, l’operaio di San Salvo, 59 anni, caduto da una impalcatura l’11 novembre 2020. Il sostituto procuratore Michele Pecoraro ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini, ultimo atto prima del che proprio ieri ha lasciato Vasto per raggiungere la nuova sede a Como. Cinque gli indagati per omicidio colposo: M.N., 41 anni, N.D., 68 anni , N.D.N., 39 anni , A.I., 66 anni, e S.B., 32 anni rispettivamente committenti dai lavori, titolare del cantiere, responsabile della ditta in subappalto per la quale lavorava la vittima e, infine, il direttore dei lavori. Gli indagati sono assistiti dagli avvocati Antonello Cerella e Loretta Di Vaira. Il reato di omicidio colposo è punito con la reclusione da 6 mesi a 5 anni Qualora a giudizio degli inquirenti fossero considerate violate le norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro la pena potrebbe aumentare da 2 a 7 anni.
Di Biase cadde da un ponteggio di due metri in via Montegrappa. Le sue condizioni inizialmente non sembravano gravi. Lui stesso rassicurò gli operatori del 118 mentre lo trasferivano in elisoccorso a Pescara. Purtroppo però il suo cuore si fermò mentre erano ancora in corso gli accertamenti. L’operaio era impegnato nei lavori di rifacimento della facciata di una palazzina. Un lavoro di routine per lui, abile artigiano edile. All’improvviso fu visto barcollare e poco dopo cadere nel vuoto. L’autopsia eseguita dal medico legale Cristian D’Ovidio escluse il malore e stabilì che a provocare la morte fu un trauma toracico dovuto alla caduta dal ponteggio.
I carabinieri hanno eseguito accurati controlli e acquisito numerose testimonianze. Il materiale è stato visionato dal sostituto procuratore Pecoraro. Di Biase era una persona stimata da tutti ma anche gli indagati sono persone conosciute e stimate. «Presto sapremo le decisioni della procura», ha dichiarato ieri l’avvocato Cerella pronto con la collega Di Vaira a replicare ad eventuali accuse rivolte ai propri assistiti. (p.c.)