Ops, i posti di lavoro a rischio: ora i sindacati lanciano l’allarme

19 Ottobre 2023

Bocciato il piano industriale presentato dall’amministratore delegato Monaco, i timori di Cgil e Cisl: «Il documento non affronta le problematiche gestionali». E 27 dipendenti restano con il fiato sospeso

CHIETI. Non passa il piano industriale della Ops. Nella riunione convocata martedì scorso dal presidente della Provincia Francesco Menna in vista della scadenza delle convenzioni per la gestione dei servizi della partecipata, arriva lo stop al piano preparato dall’amministratore delegato Alessio Monaco. L’Ops (Organizzazione Progetti e Servizi) è una società pubblica per l’89,7% di proprietà della Provincia e per la restante parte di proprietà del Comune di Chieti. Con 27 dipendenti si occupa delle verifiche degli impianti termici (Progetto Vit), del sistema informatico provinciale (progetto Sipi) e del controllo degli attestati di prestazione energetica (progetto Ape).
Nella riunione di martedì la Provincia, attraverso il funzionario Giancarlo Moca, ha dato uno stop al piano industriale presentato, fornendo una serie di prescrizioni per assicurare la continuità aziendale, mettendo in allarme i sindacati. «Dall’analisi dell’ingegner Moca», dicono Dorato Di Camillo della Fim Cisl e Andrea De Lutis della Fiom Cgil, «il piano industriale dalla Ops viene bocciato quasi nell’interezza perché non affronta le problematiche gestionali e presenta una sovrastima dei ricavi. Moca mette in discussione la struttura della società per i costi eccessivi rispetto alla dimensione finanziarie e alla possibilità di generare ricchezza. Inoltre nelle considerazioni del dirigente viene evidenziata la necessità di una riorganizzazione sia dell’assetto societario sia dell'organizzazione funzionale. Siamo molto preoccupati delle tempistiche messe in atto rispetto alle scadenze del rinnovo della convenzione, che deve avvenire tra due mesi».
I sindacati si dicono contrari a «esuberi mirati», a «una diversa collocazione e funzione con attingimenti dall’esterno di profili diversi da quelli esistenti in azienda», a un «ridimensionamento degli addetti con ricollocamento o trasferimento del personale». Dal punto di vista politico, invece, il consigliere provinciale di minoranza Maurizio Costa chiede le dimissioni del vertice della Ops: «Si è dimostrato non in grado di mandare avanti la società e di fare un piano industriale che tenga».
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