Ordigno al ristorante Lancio da una moto, ma nessuno parla

17 Marzo 2021

VASTO. Attentato al ristorante Simbiosi. Quattro giorni dopo il “botto”, in via Cavour è tornata la tranquillità. In realtà dietro un’apparenza tranquilla, c’è la frenetica attività investigativa dei...

VASTO. Attentato al ristorante Simbiosi. Quattro giorni dopo il “botto”, in via Cavour è tornata la tranquillità. In realtà dietro un’apparenza tranquilla, c’è la frenetica attività investigativa dei carabinieri coordinati dal sostituto procuratore Michele Pecoraro e la preoccupazione dei residenti Non ci sono testimoni purtroppo. Nessuno parla. Le indagini dei carabinieri per identificare le persone che poco dopo la mezzanotte di venerdì scorso hanno lanciato una rudimentale bomba carta contro l’ingresso del locale, vanno avanti senza sosta. L’attentatore potrebbe aver acquistato il materiale necessario al confezionamento dell'ordigno da rivendite della città. I carabinieri stanno cercando di scoprire dove. Il materiale è stato pressato all'interno di un involucro per amplificare gli effetti. L’oggetto, comunque, deve aver avuto una potenza limitata. Se fosse stata una vera bomba sarebbe saltato in aria il locale e lo stesso fabbricato avrebbe riportato gravi danni. L'ordigno non è stato poggiato ma lanciato. Davanti al locale non sono state trovate impronte. Il lancio potrebbe essere stato fatto da un ciclomotore sul quale si trovavano due persone. A lanciare l'ordigno è stato chi sedeva dietro. Purtroppo nessuno dei residenti ha visto arrivare i due. Tutti sostengono di essere stati svegliati dal botto. Quando si sono affacciati la strada era deserta. A raccontare l'accaduto solo i danni prodotti dalla deflagrazione.
I carabinieri, alla ricerca di autori e movente, non tralasciano nessuna pista. F.P., 41 anni, ha continuato a mantenere una buona clientela nonostante le limitazioni imposte dal Covid. I colleghi lo hanno sempre stimato. È quindi escluso che possa aver urtato la suscettibilità di qualche concorrente. Più che un dispetto il gesto appare come un avvertimento. La speranza è che qualcuno ricordi qualche particolare e lo riferisca ai militari diretti dal maggiore Amedeo Consales. Tanti i messaggi di solidarietà ai titolare del ristorante. Intanto gli investigatori continuano a visionare le immagini catturate dagli impianti della videosorveglianza accesa nella zona. Le telecamere raccontano l’arrivo degli attentatori. Nonostante il buio qualche particolare potrebbe aiutare l'Arma. (p.c.)
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