Ortona. Pistole alla polizia locale, la città è divisa

Ortona. Avs: «Costo inutile e danno d’immagine». Il sindaco: «Anche Francavilla ha fatto lo stesso»
ORTONA
«Armare la polizia locale è una scelta politica costosa e non necessaria: un rischio anche per l’immagine turistica della città». È il commento del gruppo locale di Avs guidato dal segretario Tommaso D’Anchini e dal presidente Raffaele Gernone. L’amministrazione ha indicato un costo (per ora solo stimato) di circa 25mila euro per coprire i primi 5 anni, e successivi 2mila euro annui. «Queste risorse, anche se prese dalle multe come si dice, non sono a “costo zero” come si vuole far credere, perché potrebbero essere destinate a sicurezza stradale, segnaletica, illuminazione e videosorveglianza».
Anche il Pci di Ortona, coordinato da Marco Uccelli, critica la scelta dell’utilizzo dei fondi derivanti dalle sanzioni stradali: «Si tratta di risorse che, per legge, possono essere destinate alla sicurezza e alla manutenzione delle strade, e Ortona ne avrebbe tanto bisogno; invece l’amministrazione ci compra le pistole». Per il consigliere di minoranza Saul Montebruno (Il Comune delle idee), «è sbagliato il principio di armare la polizia locale, perché ha una funzione sociale». Montebruno contesta anche «le spese per l’acquisto di due moto di grossa cilindrata per 25mila euro», così come il fatto che «nel nuovo Piano organizzativo è prevista una nuova dirigenza alla polizia locale»
Continua, insomma, a far discutere il tema delle pistole ai vigili urbani di Ortona. Dopo l’approvazione del regolamento nel Consiglio di mercoledì scorso, con la rumorosa assenza della consigliera del gruppo “Di Nardo Sindaco”, Alice Di Maio, durante la discussione e la votazione del punto all’ordine del giorno, arrivano nuove reazioni politiche. Il regolamento che disciplina l’armamento dei vigili urbani ortonesi è passato con 11 voti favorevoli su 17, e ha votato con la maggioranza anche Lucio Cieri (Forza Italia), voto che ha numericamente compensato quindi il “forfait” di Di Maio in maggioranza.
Già nei mesi scorsi, dopo che a ottobre la giunta Di Nardo aveva avviato l’iter per l’armamento, a esprimersi contro questa scelta erano stati gli ex primi cittadini Leo Castiglione e Enzo d’Ottavio e le forze d’opposizione rappresentate in Consiglio e non. Il sindaco Angelo Di Nardo (FdI) rivendica però questa scelta e guarda avanti. «Questo regolamento», dice, «si inserisce in un’ottica di generale potenziamento dell’ordine e della sicurezza pubblica con l’ampliamento della videosorveglianza e dell’organico, in attesa della conclusione del concorso che ci darà tre agenti in più. Ma penso anche alla messa a disposizione dell’etilometro, del drone e della nuova sede di via Tripoli. L’armamento», sottolinea il sindaco, «consentirà ai nostri vigili di fare turni notturni e dà maggiore sicurezza a loro e ai cittadini, è uno strumento di deterrenza ulteriore. Ci servono agenti a pieno e non a metà. E ricordo che anche a Francavilla, dove c’è il centrosinistra, da poco il Consiglio ha approvato, e all’unanimità, la stessa cosa».

