Il cane Mumù sbranato dai lupi: è protesta

29 Maggio 2026

Era la mascotte del centro di recupero di via dei Frentani. Baronetti: «Tante segnalazioni inascoltate»

CHIETI. Mumù era il cagnolino della comunità Ali d’Aquila. Viveva da quattro anni nel centro di recupero per tossicodipendenti che si trova in via dei Frentani ed era di aiuto ai tanti, soprattutto giovani, che soggiornano nella comunità. Dallo scorso 19 maggio Mumù non c’è più. «È stato sbranato dai lupi la cui presenza è segnalata da tempo nella zona. Noi abbiamo denunciato molte volte, ma nessuno fa nulla», dice Daniela Baronetti che da anni lavora nel centro, occupandosi anche dei due cani che rallegrano la comunità. «Per noi è una mancanza davvero dolorosa. L’abbiamo cresciuto e curato. Abbiamo ritrovato i suoi resti smembrati nella campagna qui attorno. Per noi è un grande dolore». E c’è allarme anche per le persone: «Abbiamo paura di andare in giro», riferisce Baronetti, «non è possibile che tutti sappiano, ma nessuno muove un dito. Questa è una situazione inaccettabile». Il centro di via dei Frentani si trova in una posizione un po’ isolata, circondato dal verde.

Proprio questa posizione fa sì che venga spesso visitato da animali selvatici. La presenza di lupi è stata d’altronde segnalata varie volte. «Noi non eravamo mica in montagna, eravamo nei pressi della comunità», spiega ancora la donna, «eravamo tutti molto affezionati a Mumù, come lo siamo al fratellino Itan. I due cani erano stati adottati dalla nostra comunità. Con noi c’è anche il gatto Romeo. Gli animali aiutano molto. Posso dire che sono parte integrante della terapia che i ragazzi fanno in comunità». Nel centro d’accoglienza ci sono una decina di operatori, tra medici, psicologi, educatori, assistenti sociali e amministrativi, e una ventina di ragazzi, per lo più tossicodipendenti e alcoldipendenti, in genere inviati alla struttura dal Serd, il Servizio per le dipendenze patologiche della Asl.

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