Ortona ricorda i canadesi: soldati simbolo di amicizia

12 Novembre 2018

Commemorazione dei caduti con l’ambasciatrice Bugailiskis: mai dimenticare Il colonnello onorario Newman depone una corona: liberi grazie al loro sacrificio

ORTONA. «Siamo riuniti per onorare i soldati che riposano qui, simbolo di amicizia e vicinanza fra Italia e Canada». A parlare così è stata l’ambasciatrice canadese in Italia, Alexandra Bugailiskis, ieri ad Ortona per il Remembrance Day, giornata in cui i Paesi del Commonwealth ricordano la fine della Prima guerra mondiale e delle altre guerre e gli appartenenti alle forze armate uccisi nei conflitti. L’ambasciatrice ha parlato al Moro river canadian war cemetery di contrada San Donato, che custodisce le tombe dei 1.375 caduti canadesi durante la Battaglia di Ortona. «In questo bellissimo cimitero siamo immersi nel ricordo di coloro che hanno combattuto e sono morti per la nostra libertà», ha sottolineato, «non possiamo e non dobbiamo dimenticare il sacrificio dei soldati e dei civili».
Alla cerimonia hanno partecipato autorità civili e militari, associazioni combattentistiche e d’arma, i ragazzi del Canadian College di Lanciano, il presidente della Provincia Mario Pupillo e il sindaco di Ortona Leo Castiglione. «Sono trascorsi 75 anni dalla fine della Battaglia di Ortona ma anche dall’inizio di un’amicizia tra Ortona e il Canada», ha detto il sindaco, «un rapporto segnato dal sacrificio di questi giovani soldati che qui riposano e dalle 1.314 vittime ortonesi. Un prezzo altissimo che noi ogni anno tentiamo di ripagare con il nostro ricordo, tramandando alle nuove generazioni una memoria storica che speriamo consentirà loro di tenere ben desta l’attenzione, al fine di non dover mai rivivere in prima persona l’immane tragedia di un conflitto».
La manifestazione si è chiusa con le autorità chiamate ad adagiare corone di fiori ai piedi della croce che si innalza tra le lapidi e la musica di “God save the queen”.
Una corona è stata deposta anche dal colonnello onorario del 48° reggimento Highlanders, John B. Newman, che ha deciso di appoggiare il museo della Battaglia di Ortona con opere di divulgazione in Canada. Un impegno assunto nonostante non sia un reduce della guerra sul territorio ortonese: «Quei caduti hanno combattuto per tutelare la nostra libertà e ci consentono di vivere la nostra vita. Non vanno mai dimenticati».