Ospedale di zona disagiata Tocca al governo decidere

31 Ottobre 2018

Guardiagrele. Ecco la delibera della giunta regionale che riaccende la speranza Il provvedimento riguarda anche i presìdi di Gissi, Casoli, Pescina e Tagliacozzo

GUARDIAGRELE. Certo, quella delibera è un atto di indirizzo, una sorta di espressione di intenti, ma ora che c’è potrà servire a riaprire una speranza sulla trasformazione del Santissima Immacolata di Guardiagrele in “Ospedale di zona disagiata”. E questo discorso sulla delibera 823 della giunta regionale è valido anche per i presidi sanitari di Gissi, Casoli, Pescina e Tagliacozzo. In sostanza il provvedimento votato da Giovanni Lolli, Giorgio D’Ignazio, Silvio Paolucci e Marinella Sclocco, prende atto «delle particolari condizioni demografiche, geografiche e morfologiche del bacino afferente i presidi di Guardiagrele, Pescina, Tagliacozzo, Gissi e Casoli» e delle conseguenze che «hanno avuto e hanno gli eventi sismici sicché si rende necessario investire, anche con particolare riguardo alle aree interne della regione su una programmazione che abbia quale obiettivo quella della sicurezza globalmente intesa e quindi anche sociale e sanitario».
Immediate le reazioni a questa decisione da parte dei rappresentanti delle istituzioni. «Il nostro lavoro delle ultime settimane con la Regione», dice il sindaco di Guardiagrele, Simone Dal Pozzo, «ci ha visto nuovamente sostenere le posizioni del consiglio comunale ribadite nei tavoli programmatori aperti in Regione. In seguito all’annuncio dell’adozione di una nuova delibera regionale sulla programmazione della rete ospedaliera, abbiamo sottolineato nuovamente l’esigenza di servizi sanitari che il bacino della Maiella orientale richiede, e questa istanza ha prodotto i risultati. Adesso occorre portare la nostra proposta, così come una nuova attenzione alle aree interne, all’esame del governo, che per ribaltare il destino del nostro presidio deve anche abolire la norma “salva-Chiodi” voluta dal governo Berlusconi che ha sancito una cesura sul futuro dell’ospedale di Guardiagrele e dei presidi che quella programmazione regionale chiuse. Siamo soddisfatti di dell’apertura della giunta regionale a una nuova prospettiva per il nostro presidio», prosegue Dal Pozzo, «nella consapevolezza che il caso di Guardiagrele possa fare da apripista per la discussione sui presidi delle aree interne. In questi anni abbiamo reso esplicita la nostra posizione sostenendola in ogni sede, inserendoci in ogni spazio, cogliendo ogni occasione e protestando di fronte a chiunque adottasse atti che ledevano il nostro territorio. Così è avvenuto anche nei confronti della nostra parte politica e verso l’attuale maggioranza di governo che, con enfasi, ha presentato soluzioni nei nostri territori, salvo poi contraddirle in altre sedi».
«Questa delibera», aggiunge Lolli, «è un passaggio importante nel caso di Guardiagrele segnato da una vicenda, anche normativa, travagliata. La giunta regionale ha recepito le indicazioni dell’amministrazione comunale che ha chiesto, ancora una volta in queste settimane, di riaprire la discussione ai massimi livelli. Abbiamo risposto positivamente a questa richiesta», sottolinea Lolli, «anche in considerazione del fatto che con Guardiagrele erano da tempo aperti dei tavoli e ritenuto giusto riaprire la discussione sugli altri presidi delle aree interne: Pescina, Tagliacozzo, Casoli e Gissi, che avevano subito la stessa sorte. Mi farò carico di portare la discussione davanti al governo anche per chiedere di sospendere le previsioni del decreto Lorenzin che spesso rischiano di deprimere le istanze dei cittadini».
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