Ospedale di zona disagiata Via libera dai tecnici regionali

23 Dicembre 2017

ATESSA. C’è il nulla osta ufficiale al riconoscimento del San Camillo quale ospedale di area disagiata. Il tavolo tecnico di programmazione, appositamente istituito presso l’Agenzia sanitaria...

ATESSA. C’è il nulla osta ufficiale al riconoscimento del San Camillo quale ospedale di area disagiata. Il tavolo tecnico di programmazione, appositamente istituito presso l’Agenzia sanitaria regionale, ha dato il via libera. Alla riunione hanno partecipato Alfonso Mascitelli, direttore dell’Agenzia, Vincenzo Orsatti, direttore sanitario della Asl2, il sindaco Giulio Borrelli, Germano De Sanctis, dirigente del Servizio programmazione del Dipartimento salute e welfare, il presidente del consiglio comunale Enrico Flocco, Antonio Ferrante e Andrea Rotolo, medici dell’ospedale atessano. «Confermo l’obiettivo che ci eravamo dati con l’uscita dal commissariamento», afferma l’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci, «vogliamo creare tutte le condizioni possibili, nel rispetto delle norme nazionali, per rendere la nostra sanità capace di dare le risposte giuste ai bisogni di assistenza e alle esigenze delle nostre popolazioni. Il caso dell’ospedale di Atessa è emblematico. Senza nessuna visione ragionieristica, vogliamo riaprire una interlocuzione con il Ministero sulla base di dati epidemiologici e bisogni effettivi, confidando in un parere positivo a livello nazionale. Avevamo preso degli impegni e intendiamo da parte nostra mantenerli. In questa fase, inoltre, la programmazione di dettaglio sui singoli presidi della nostra regione farà di tutto per il miglioramento dei servizi sanitari al di là del nominalismo delle classificazioni degli stessi ospedali». Per il sindaco Borrelli «il tavolo tecnico regionale ha riconosciuto che Atessa, paese-cerniera tra una sviluppata area industriale e l’entroterra montano, ha tutti i requisiti per avere un ospedale di area disagiata. Il riconoscimento non è una semplice dichiarazione di volontà, ma è basato su una corposa relazione, ricca di dati epidemiologici, orografici e economici, che supportano -in modo serio e oggettivo- la delibera di intenti della giunta del 7 novembre. Ora», aggiunge Borrelli, «la palla passa a Roma, al tavolo di monitoraggio Stato-Regioni, che dovrà dare il suo consenso, trattandosi di rete ospedaliera, a una nuova delibera di giunta che riveda i precedenti atti programmatori regionali. Un passaggio ineliminabile -per chi conosce le procedure e non vuole fare solo propaganda- soprattutto se si considera che l’Abruzzo sta ancora portando avanti il piano di rientro economico-finanziario dopo i dissesti del passato».
Matteo Del Nobile
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