Lanciano

Ospedali, personale allo stremo: «Pronti a fare causa alla Asl»

30 Agosto 2025

Lanciano. Nursing Up, Coina e Fsi in campo per presidi in affanno con la carenza di dipendenti nei reparti:«Il rischio è anche nella qualità dell’assistenza che viene meno e nella sicurezza dei pazienti»

LANCIANO. «Domani, 31 agosto, altri 30 operatori socio sanitari (Oss) lasceranno gli ospedali Asl; le assunzioni fatte dall’azienda sono 5, di conseguenza andremo sotto organico. Abbiamo all’ospedale Renzetti reparti in affanno come il pronto soccorso (dove mancano anche i medici) e la radiologia per indicare quelli più a stretto contatto con gli utenti, che andranno in crisi perché oltre ai 30 Oss è stato tagliato il personale Auriga (addetti ai magazzini, al barellaggio, al trasporto provette, ndc) di conseguenza avremo gli infermieri costretti a fare attività non proprie, col rischio di aprire contenziosi per il demansionamento lavorativo, e soprattutto di lasciare vuote le corsie, “soli” i pazienti per poter fare approvvigionamenti e le attività proprie di Oss e auriga. Non si può andare avanti così». Sono i sindacati Nursing Up con la consigliera regionale Patrizia Bianchi, Coina con Vincenzo Pace e Fsi con Camillo Vitelli a denunciare la carenza di personale negli ospedali, in particolare di Lanciano e Vasto, che rischia di diventare una emergenza che avrà ripercussioni sui lavoratori ma soprattutto sui pazienti e che neanche l’assunzione di 45 infermieri e 5 Oss può colmare.

«Il rischio è nella qualità dell’assistenza che viene meno e nella sicurezza dei pazienti che magari potrebbero non trovare nel reparto a disposizione l’infermiere che nel frattempo è dovuto assentarsi per prendere delle provette perché non ci sono Oss. I doppi turni? Basta colmare le carenze sulla pelle del personale soprattutto dopo lo schiaffo appena ricevuto dalla Asl». Il riferimento dei sindacati è al fatto che nella busta paga di agosto appena ritirata centinaia di infermieri, Oss e tecnici degli ospedali di Lanciano, Vasto, Chieti si sono ritrovati con il monte ore azzerato, anche decine di ore di lavoro, e con gli straordinari non pagati per interno, e si parla di centinaia di euro, o non recuperati con altre ore di riposo. «Abbiamo centinaia di persone che si sono viste decurtare tutte le ore antecedenti al 31 dicembre 2023. La Asl ha deciso di mettere un punto con gli straordinari, ma non sappiamo che criteri ha utilizzato per il calcolo delle ore visto che molti si sono trovati con gli straordinari pagati meno di quanto previsto e addirittura coloro che portavano le ore di straordinario a recupero, cioè persone che non percepiscono soldi ma scalano le ore in più con i riposi, si sono ritrovate con un pugno di mosche in mano avendo lavorato di più, anche per coprire le assenze di altri, gratis». Per Nursing Up, Coina e Fsi questa azione unilaterale Asl è una chiara condotta antisindacale. «Faremo ricorso come sindacato», spiegano, «e siamo pronti ad offrire patrocinio gratuito ad ogni singolo dipendente che vorrà avviare una causa contro l'azienda per vedere risarcito il proprio lavoro. È ora di mettere un punto perché la situazione è critica col personale spostato da un reparto a un altro, da un presidio a un altro, turni scoperti rimpiazzati spremendo chi resta per giunta senza vedere riconosciuto il lavoro in più. Il nuovo fabbisogno personale 2025/2027 deve tenere conto delle reali necessità e delle attività dei reparti non applicare solo criteri numerici che rischiano di mettere in ginocchio le unità come ad esempio chirurgia, pronto soccorso al Renzetti».