Padre Zanotelli arriva a Chieti e spara a zero contro Salvini

CHIETI. «Salvini? È l’espressione di un razzismo crescente, che trova in lui la punta di diamante». Il missionario comboniano padre Alex Zanotelli, ospite ieri al seminario regionale per l’incontro...
CHIETI. «Salvini? È l’espressione di un razzismo crescente, che trova in lui la punta di diamante». Il missionario comboniano padre Alex Zanotelli, ospite ieri al seminario regionale per l’incontro organizzato dal Gruppo regionale di educazione alla mondialità (Grem) della Caritas abruzzese e molisana, ha usato parole dure sia nei confronti del leader della Lega sia nei riguardi del sistema economico-finanziario mondiale e del ruolo in esso giocato dall’Europa. L’incontro, cui hanno preso parte delegazioni provenienti dalle 11 diocesi abruzzesi e molisane, ha previsto un focus specifico sui meccanismi nascosti del terrorismo internazionale e sull’attuale situazione geopolitica mondiale. Oltre a Zanotelli c’era anche la giovane fotoreporter di guerra Astrid Pannullo, che ha intrattenuto i presenti in particolar modo sulla situazione della Siria. Zanotelli, invece, dopo aver raccontato la toccante e durissima esperienza vissuta nelle baraccopoli di Nairobi in Kenya, ha puntato il dito contro l’Europa. «Per me quello che è avvenuto nella notte tra il 18 e il 19 aprile vicino alle coste libiche è il naufragio dell’Europa, diventata una fortezza che non vuole saperne dei migranti. Ormai sempre più chiusa su se stessa. Parla di diritti umani ma nella realtà li nega. Accetta che le sue frontiere siano permeabili alle merci, droga compresa, ma non agli uomini». Tornando al segretario della Lega Nord: «Le espressioni usate da Salvini sia nei riguardi dei rom che dei migranti sono di una gravità incredibile, se prenderà parecchi voti, vuol dire che davvero in questo paese il razzismo sta crescendo. A questo punto mi chiedo come sia possibile che il popolo italiano abbia dimenticato l’esodo del nostro passato. Oggi abbiamo 60 milioni di Italiani che vivono in America e in Australia. Anche noi siamo scappati dalla miseria e siamo andati in giro per il mondo per trovare un pezzo di pane. Anche noi siamo stati trattati malissimo. Ed è mai possibile che ripetiamo sui nuovi migranti le stesse cose che anche noi abbiamo subito».(a.i.)

