Paesi senza scuole «Meno disagi ai ragazzi pendolari»

6 Settembre 2015

SCHIAVI DI ABRUZZO. Levataccia alle 6 del mattino, 150 minuti di viaggio, 8 ore fuori casa. Il primo giorno di scuola non è uguale per tutti.Per alcuni studenti non c’è la possibilità di avere una...

SCHIAVI DI ABRUZZO. Levataccia alle 6 del mattino, 150 minuti di viaggio, 8 ore fuori casa. Il primo giorno di scuola non è uguale per tutti.Per alcuni studenti non c’è la possibilità di avere una scuola nel proprio paese e, sia chi è iscritto alla scuola materna che alla media superiore, deve salire su un mezzo di trasporto, svegliarsi all’alba, affrontare il viaggio. L’ex consigliere regionale, Paolo Palomba, prende a cuore la situazione dei ragazzi di Schiavi di Abruzzo e degli altri piccoli paesi.

«Schiavi è accogliente, storico, ricco di bellezze ambientali eppure non c’è più alcuna scuola. Anche i più piccoli sono costretti a salire su un pulmino per arrivare a Castiglione: una paese molto vicino, ma i disagi per raggiungerlo sono enormi a cominciare dalle curve», afferma Palomba. I bambini di Fraine non stanno meglio. A causa della frana devono fare un giro ancora più lungo e svegliarsi ancora prima, perché una strada è completamente crollata; così come per altre strade pericolose, che non permettono ai mezzi di trasporto di attraversarle con sicurezza.

Per poter frequentare una scuola superiore a Vasto, la sveglia è alle sei. L’orario di partenza è alle 6,40, dopo il viaggio di un’ora e un quarto l’arrivo è alle 8 circa. Si torna alle 13,20, con arrivo a Schiavi alle 14,45. «Per 5 ore di scuola, due ore e mezzo, esattamente la metà, sono di viaggio. Per non parlare del periodo invernale e tutti i disagi che porta. Quante ore restano per studiare?», si chiede Paolo Palomba toccando anche la nota dolente dei costi dell’abbonamento: «Ottantaquattro euro al mese, con gli abbonamenti di cinque giorni che non sono validi il weekend. Già alcune famiglie si sono trasferite proprio per evitare il viaggio. Di questo passo sarà la desertificazione dei piccoli centri». (p.c.)

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