«Paga e hai la nostra protezione». Ma era un’estorsione a Di Campli: condannati

In tribunale il caso di Fossacesia. Inflitti 5 anni e mezzo a due di Castel Frentano arrestati su denuncia dell’imprenditore Donato Di Campli. Dovranno provvedere anche a un risarcimento di 7mila euro, uno aveva scritto una lettera di scuse
LANCIANO. Pretesero 5mila euro dall’imprenditore lancianese Donato Di Campli per garantirgli la loro protezione nei confronti di soggetti vicini alla criminalità organizzata che, a loro dire, volevano danneggiare gravemente la sua attività a Fossacesia marina nel periodo clou della stagione estiva. Ma Di Campli si rivolse ai carabinieri di Ortona, che li arrestarono in flagranza di reato. Ora sono stati condannati per estorsione dal giudice per le udienze preliminari Giovanni Nappi. Sono Angelo Guida, 43 anni, rappresentato dall’avvocato Giacinto Ceroli e Daniel Varanese, 20, difeso dall’avvocato Davide Tupone, entrambi residenti a Castel Frentano (la parte civile Di Campli, rappresentato dall’avvocato Marco De Angelis, che ha chiesto un risarcimento di 20mila euro). Con rito abbreviato, quindi la riduzione di un terzo della pena, Guida è stato condannato a 3 anni e 4 mesi di reclusione e a 660 euro di multa; Varanese a 2 anni, 2 mesi e 10 giorni di carcere e 440 euro, pena sospesa. Assieme devono risarcire i danni a Di Campli valutati in 7mila euro, da pagare per i 2/3 da Guida e 1/3 da Varanese. Il pm Miriana Greco aveva chiesto 3 anni e 4 mesi di reclusione per entrambi.
I legali degli imputati hanno cercato di spiegare le proprie ragioni. L’avvocato Ceroli per Guida ha anche chiesto la riqualificazione del reato in truffa sostenendo che la storia della della criminalità organizzata per provare a sfilare i soldi all’imprenditore era stata inventata: «Il mio assistito aveva delle dipendenze e ha chiesto scusa». Guida ha spedito anche una lettera di scuse dal carcere di Vasto a Di Campli.
L’avvocato Tupone ha ridimensionato il ruolo di Varanese, che era incensurato. Il reato contestato invece era estorsione in concorso perché entrambi, per l’accusa, avevano effettuato ripetute intimidazioni verso Di Campli, prospettandogli atti vandalici a danno del suo locale a Fossacesia così da non permettergli la prosecuzione dell’attività. Doveva consegnare loro dei soldi, 10mila euro inizialmente, per avere loro “protezione”. L’imprenditore, però, si rivolse ai carabinieri e la consegna dei soldi, il 21 giugno 2025, fu organizzata dalla Procura e dal Nucleo operativo della Compagnia di Ortona. Nel pomeriggio, vicino al locale oltre all’imprenditore e ai due estorsori, c’erano i militari che seguirono le varie fasi dell’incontro e appena il 43enne e il 20enne uscirono con i soldi, 5mila euro, li fermarono e arrestarono.

