Palazzi pericolanti, via alla demolizione: 3 mesi per abbatterli

28 Settembre 2021

Partono i lavori ai due edifici di Santa Maria a rischio crollo Gli stabili Trinchese e Panoramico saranno ricostruiti

CHIETI. Tempo due settimane e inizieranno i lavori per demolire il palazzo Trinchese e metà condominio Panoramico. Secondo il cronoprogramma, la demolizione durerà fino a fine anno. Poi partiranno i lavori per ricostruire interamente il Trinchese e in parte il Panoramico, riconsolidando anche la parte che non è stata abbattuta. Le due strutture verranno ricostruite entro il 2022; entro il 2023 saranno completate le finiture. Un’operazione da 14 milioni di euro che verrà portata a termine utilizzando il superbonus del 110%. E se l’agevolazione fiscale dovesse essere prorogata anche per il 2023, è possibile che i condomini possano ritrovarsi tra due anni un appartamento nuovo, antisismico e con classe energetica molto alta, quasi a costo zero. Si chiuderebbe così la vicenda dei palazzi a rischio crollo di Santa Maria, partita nel 2017 con la prima ordinanza di sgombero che ha visto circa 200 persone abbandonare la propria abitazione.
CONTRATTI FIRMATI
Ieri in Comune il direttore dei lavori Giampiero Di Primio e l’associazione temporanea di imprese che si è aggiudicata l’intervento hanno illustrato al sindaco Diego Ferrara e al vice Paolo De Cesare tutte le fasi dei lavori, che saranno eseguiti dalle ditte Colanzi srl, Colanzi Domenicantonio e Tonino di Casoli e Colleluori srl di Pineto. I contratti sono stati firmati giovedì scorso: la prossima settimana si partirà con le operazioni cosiddette di “spoglio”, per togliere infissi e mobilio rimanente. Poi aprirà il cantiere, per il cui allestimento l’ati ha dovuto acquistare anche un pezzo di terreno. Sarà, inoltre, l’ati ad attivare il superbonus del 110%, assumendo lo sconto in fattura. Il tempo a disposizione è molto limitato, visto che si può usufruire del 110% entro il 2022, sempre che il governo non decida per la proroga sino al 2023.
FASE RISOLUTIVA
«Comincia la fase risolutiva di una vicenda che ci ha visto operativi sin dal primo giorno», ha detto il sindaco Ferrara, «nel voler trovare una soluzione dovuta a 67 famiglie, che da un giorno all’altro hanno dovuto lasciare la loro casa. Il Comune darà tutto il supporto possibile perché le operazioni si svolgano al meglio e in sicurezza. In qualità di sindaco rivolgo un appello alla cittadinanza perché viva queste fasi in modo sereno, si cercherà di limitare i disagi di tutti sia per l’entità che per la durata». Il riferimento è, in particolare, ai residenti dei due palazzi di via Fonte Vecchia, la strada, chiusa al transito, dove affaccia la parte retrostante del Trinchese e del Panoramico. «Le operazioni di demolizione», ha rassicurato Di Primio, «si svolgeranno in sicurezza con palancole alte 12 metri e dei carri ponte che tuteleranno il vicinato dalla polvere e dai calcinacci, a tutela di tutti, sia cittadinanza che lavoratori». Soddisfatto anche il vicesindaco De Cesare che in campagna elettorale aveva promesso la risoluzione delle problematica.
PALAZZI A RISCHIO CROLLO
Il primo ad aver presentato pericolose crepe è stato il Trinchese. Il condominio di dieci piani, 30 appartamenti e ingresso in via don Minzoni 5, presenta un fuori piombo visibile anche a occhio nudo: con un po’ di attenzione, infatti, si può vedere dal di fuori che pende in avanti. Il 24 ottobre 2017 un’ordinanza comunale ne ha sancito lo sgombero; il 31 dicembre 2018 è arrivata l’ordinanza di demolizione, reiterata il 5 novembre 2019. Il problema del Panoramico, dieci piani, 37 appartamenti, con ingresso in via De Laurentiis 13, è scoppiato poco dopo. Ma solo in metà condominio, quello più vicino al Trinchese. Questa parte si è talmente deteriorata che presenta crepe molto più vistose del Trinchese, tanto che il Comune ha dovuto chiudere al transito via Fonte Vecchia in corrispondenza con il palazzo. Secondo il geologo Giuseppe Giannascoli non è il movimento franoso della zona ad aver provocato le crepe, ma il terreno su cui sono stati costruiti i due palazzi.