Palazzo 900, altre due denunce
Il confinante Salvatore e la ditta costruttrice chiedono il risarcimento al Comune
LANCIANO.
Si complica ancora la vicenda giudiziaria di Palazzo 900, che nasce da un abuso edilizio del Comune e che si trascina da oltre 20 anni. Dopo una lunga sequela di ricorsi al Tar e battaglie in tribunale, sono stati notificate al Comune due nuove iniziative giudiziarie, una da parte del confinante della palazzina di via De Titta, Pietro Salvatore, che ha chiesto il giudizio di ottemperanza per le sentenze passate in giudicato e del tutto ignorate dal Comune, e una da parte della società immobiliare Dnd srl che ha inviato al Comune una comunicazione di messa in mora.
In particolare l’azione della Dnd srl, rappresentata dall’avvocato Consuelo Di Martino, mira a stabilire, oltre al risarcimento danni, anche se ci sono risvolti penali. «Emblematico», si legge nella citazione in mora, «appare come la giustizia amministrativa abbia bacchettato il Comune di Lanciano, ritenendo nulle ed illegittime le procedure e le delibere di giunta e di consiglio comunale, con particolare riferimento alla delibera consiliare con cui si procedette alla creazione di un sub comparto senza rispettare le regole per una corretta procedura di variante». «Da qui», aggiunge l’avvocato Di Martino, «si sono succeduti diversi atti viziati da illegittimità che hanno composto, a cascata, la perdita della proprietà dello stabile e del terreno annesso, la crisi della Dnd e un evidente enorme danno dei singoli soci, chiamati peraltro a rispondere anche come fideiussori nelle vendite dei singoli appartamenti».
Palazzo 900, in via De Titta, era stato costruito alla fine degli anni Novanta senza abbattere due ville fatiscenti così come previsto dal piano regolatore del 1985. Una delle due ville apparteneva alla ditta costruttrice di Palazzo 900, la Dnd immobilare, l’altra a un privato, Pietro Salvatore, e insieme facevano parte di un unico comparto. La Dnd, tuttavia, aveva presentato un piano di recupero solo per la sua proprietà e gli atti vennero comunque approvati dal consiglio comunale dell'epoca (giunta Fosco). Nel 1998, dopo il ricorso del confinante, il Tar annullò la concessione edilizia e il piano di recupero. Ma l’elegante palazzina residenziale venne costruita ugualmente e nel 2001 furono venduti tutti i dieci appartamenti. Di qui una lunga serie di ricorsi, battaglie in tribunale e pronunciamenti dei giudici fino all’ultima sentenza che aveva ordinato il definitivo abbattimento di Palazzo 900. (d.d.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

