Palazzo Corvo chiuso per lavori: Ortona perde l’Enoteca regionale

9 Febbraio 2024

L’ente nato nel 1995 per promuovere il vino abruzzese resta senza sede dopo l’apertura del cantiere Il Comune non ha trovato un’alternativa. L’opposizione: «Da settembre nessuna risposta dalla giunta»

ORTONA. Niente sede dell’Enoteca regionale per almeno due anni, cioè fino a quando non sarà completata la ristrutturazione di palazzo Corvo con i fondi del Pnrr. Ortona perde una delle sue eccellenze, l’ente creato nel 1995 dalla Regione per essere vetrina e volano di promozione del vino abruzzese. A causare i malumori del nuovo gestore dell’Enoteca, oltre che l’ira dell’opposizione comunale, è soprattutto l’inerzia da parte dell’amministrazione e l’incapacità di trovare un’alternativa a palazzo Corvo.
PORTE CHIUSE
La gestione dell’Enoteca regionale è stata affidato nell’aprile scorso a un’associazione temporanea di imprese, composta da Accademia internazionale enogastronomia e sommelier (Aies), Corporazione dei saperi e dei sapori onlus e Adriatica comunicazione. «A fine aprile ci siamo presentati nella sede di Ortona e l’abbiamo trovata chiusa», ricorda Nino Catani, delegato Aies per Abruzzo, Molise e Marche, «il Comune non aveva avvertito la Regione dell’indisponibilità della sede né offerto sedi alternative». Sedi alternative che, a quel punto, il municipio si è attivato per trovare d’accordo con il nuovo gestore dell’Enoteca: «Ci sono stati proposti alcuni locali comunali non adatti e uno commerciale nella stessa zona, che però aveva un costo proibitivo», fa notare Catani. Il risultato? «Difficilmente l’Enoteca regionale avrà la sua sede a Ortona fino alla restituzione di palazzo Corvo». Le attività nei prossimi mesi proseguiranno quindi in altri posti, a partire dalla succursale di prossima attivazione a Pescara, tra piazza Unione e via delle Caserme, nelle altre sedi che l’associazione temporanea di imprese sta cercando di allestire negli altri capoluoghi di provincia, nella sede all’interno del centro commerciale Polycenter di Rocca San Giovanni e nei “temporary store” che verranno allestiti a Roma e Milano.
OPPOSIZIONE ALL’ATTACCO
«Perdiamo un’istituzione importante e una presenza qualificante per Ortona a causa della negligenza dell’amministrazione comunale», commenta il consigliere di minoranza Gianluca Coletti, che ha presentato un’interrogazione insieme ai colleghi Ilario Cocciola, Angelo Di Nardo, Franco Vanni, Simonetta Schiazza, Lucia Rabottini, Italia Cocco e Antonio Sogetti. «L’assegnazione della sede a Ortona è stata stabilita da una legge regionale del 1995, con l’impegno del Comune di fornire la sede per 40 anni», afferma Coletti, «un impegno al quale questa amministrazione, purtroppo, sta venendo meno, nonostante sapesse dell’assegnazione dei fondi per la rigenerazione urbana dal 2021, e quindi dei lavori sull’edificio storico. Il Comune non è stato in grado di trovare una soluzione alternativa, nonostante le sollecitazione che, come opposizione, abbiamo presentato diversi mesi fa».
NESSUNA RISPOSTA
A settembre, un ordine del giorno della minoranza in consiglio comunale, aveva già sollevato il problema non solo dell’Enoteca, ma anche della altre attività ospitate a palazzo Corvo, ovvero Istituto nazionale tostiano e Consorzio di tutela dei vini d’Abruzzo. «A quasi sei mesi di distanza», osserva Coletti, «ci aspettavamo che la questione fosse stata ampiamente affrontata e risolta, che venissimo rassicurati in due minuti. Invece al consiglio del 5 febbraio l’amministrazione si è riservata di formulare una risposta scritta in un secondo momento. Certo, è previsto dal nostro statuto comunale», obietta il consigliere, «ma questo aspetto burocratico passa in secondo piano rispetto al dato politico che emerge, e cioè che in tutto questo tempo la giunta non è stata in grado di trovare una soluzione alla perdita di un’istituzione regionale che caratterizzava la città di Ortona e che in questi anni ha attirato qui gente da tutta la regione».
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