Paletti e corde contro chi danneggia le dune protette

3 Gennaio 2020

VASTO. Corde e paletti in legno per tutelare e conservare le dune e la tipica vegetazione. Sono state affidate all’impresa Conti e Mastroiacovo di Trivento i lavori per la protezione del pregevole...

VASTO. Corde e paletti in legno per tutelare e conservare le dune e la tipica vegetazione. Sono state affidate all’impresa Conti e Mastroiacovo di Trivento i lavori per la protezione del pregevole habitat che caratterizza la riserva “Marina di Vasto”. Lo scopo delle opere, dell’importo complessivo di 20mila euro, è favorire la conservazione e il ripristino delle dune costiere, che oltre a rappresentare un valore aggiunto per il litorale, fungono da barriera per i fenomeni erosivi. Il progetto, redatto dagli uffici tecnici comunali, prevede l’utilizzo di materiali naturali consistenti in corde e paletti in legno da collocare in prossimità del piede della duna, al fine di evitare il calpestio diffuso, favorire la rinaturalizzazione spontanea degli ambienti dunali e delimitare in parte i sentieri degli accessi al mare.
Non è che l’inizio di una serie di iniziative annunciate nei mesi scorsi dall’assessore alle politiche ambientali, Paola Cianci e dalla gestione della riserva, affidata dal Comune, tre anni fa a titolo gratuito, a Wwf, Legambiente e Iaap (Istituto abruzzese aree protette). L’obiettivo è la conservazione e valorizzazione delle dune, oggetto fino alla scorsa estate di interventi di manomissione per un fronte di circa 200 metri nell’area demaniale antistante una struttura alberghiera e sui quali sono stati presentati due esposti in Procura. Nello specifico, nella riserva di Marina di Vasto, che include un sito di interesse comunitario (Sic), ci saranno azioni mirate di riqualificazione dell'ambiente dunale e in quella di Punta Aderci (che convive con la zona industriale di Punta Penna), dell'ambiente marino. Il progetto, denominato “Life nature Calliope”, finanziato con fondi strutturali europei, vede come partner coordinatore la Regione Abruzzo, mentre partner beneficiari sono l’Università degli Studi del Molise, il Centro italiano ricerche e studi per la pesca (Cirspe), l’Università Frederick e il ministero dell’Ambiente e dello sviluppo rurale di Cipro. Il responsabile scientifico è Angela Stanisci, docente di Ecologia del paesaggio e delle aree protette dell'Università del Molise (UniMol), con la collaborazione di Maria Laura Carranza, Anna Loy e Davide Marino, anche loro docenti del Dipartimento di Bioscienze e territorio di UniMol. Il progetto, che ha avuto ampia risonanza sui maggiori quotidiani nazionali, è stato accolto positivamente in città. (a.b.)
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