Panchina dipinta dagli studenti contro la violenza sulle donne

26 Novembre 2016

LANCIANO. “Chi ama non uccide. Non uccide chi ama”. Si chiude così il filmato con cui i ragazzi del Da Vinci- De Giorgio, mostrando i volti delle donne uccise dall’inizio dell’anno, hanno aperto l’in...

LANCIANO. “Chi ama non uccide. Non uccide chi ama”. Si chiude così il filmato con cui i ragazzi del Da Vinci- De Giorgio, mostrando i volti delle donne uccise dall’inizio dell’anno, hanno aperto l’incontro voluto dalla scuola con l’associazione la Luna di Seb “Tutti insieme contro la violenza alle donne.Diciamo Stop”. In apertura l’inaugurazione di una panchina rossa, dipinta dagli studenti, che resta nel parco della scuola come simbolo contro la violenza alle donne. Musica e testimonianze sono serviti agli alunni a capire che esiste il rispetto reciproco anche in amore. «Amore è una parola controversa», dice il dirigente Gianni Orecchioni, «ma non implica il possesso dell’altro ma il rispetto reciproco». «Diffidate da chi vi dice ti amo troppo, non andare all’università», raccomanda l’assessore Francesca Caporale che ha vissuto piccole esperienze di discriminazione in quanto donna, «come quando sono entrata in Comune da assessore e mi hanno scambiato per una stagista. Ad un uomo non sarebbe successo». Un femminicidio ogni tre giorni dicono i dati citati da Dina Labbrozzi, psicologa: «La violenza spesso inizia come psicologica, poi diventa fisica, economica,sessuale e può arrivare al femminicidio». «Quando ho iniziato la professione», ricorda Silvana Vassalli, presidente dell’ordine degli avvocati, «avevano appena abolito il delitto d’onore, secondo il quale il tradimento di una donna era reato. C’è un retaggio culturare, ma la violenza è anche mettere da parte, denigrare, postare sui social immagini che offendono le donne». (t.d.r.)

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