Paolini: finiremo le incompiute, in Comune ho trovato un disastro

Il sindaco presenta il programma: «Abbiamo ereditato una città che cade a pezzi ma la rilanceremo» La sfida del Pnrr: «Già pronti i progetti per scuole, cultura e ambiente. Ora avvieremo assunzioni»
LANCIANO. «Non era facile presentare le linee programmatiche dopo dieci anni di un’altra amministrazione che ha lasciato dietro di sé una situazione disastrosa, ma lo abbiamo fatto, in linea con i tempi di legge e con ciò che abbiamo espresso in campagna elettorale». Il sindaco Filippo Paolini va dritto al punto, com’è suo costume. Le linee programmatiche discusse giovedì in un consiglio comunale fiume dove non sono mancati momenti di tensione con la minoranza, sono il suo manifesto, ma anche una guida per la sua squadra di centrodestra per scandire i prossimi 5 anni di governo.
LE PRIME AZIONI «Siamo entrati a novembre», esordisce il primo cittadino, «e il nostro primo impegno è diventato quello di completare le opere incomplete». Tra queste, Paolini cita corso Trento e Trieste – «costretto ad essere rammendato con delle orribili pezze di cemento visto che cade letteralmente a pezzi» –, vico Corsea «dove presto sarà ripristinata la viabilità», il Coc, centro operativo comunale che «sarà aperto a brevissimo» e la programmazione dei vari settori, tra cui quello della cultura. «Si è parlato tanto di cultura», aggiunge, «ma uno dei contenitori culturali da destinare ai più giovani, come è ad esempio la Sala Mazzini, è chiusa e versa da 10 anni in condizioni pietose. Anche il mercato coperto, di cui si è fatto un gran parlare, ci è stato lasciato con un contenzioso e solo una parte utilizzabile: anche lì, non c’è un progetto, dovremo dare un incarico per gestire il suo rilancio».
IL PERSONALE Tra le emergenze della struttura comunale c’è sicuramente quella del parco dipendenti. «Fatevi due conti», rimarca il primo cittadino, «nel 2001 quando mi sono insediato la prima volta c’erano 300 dipendenti, oggi ne abbiamo 176 tra cui 24 vigili urbani, di cui 4 li abbiamo inseriti noi appena entrati. Ci sarà quindi un piano assunzioni nel 2022, da spalmare nei prossimi anni, ma stiamo provvedendo a 10 nuove assunzioni di categorie C e D per 36 mesi utilizzando i fondi del Pnrr».
IL PNRR Tutta l’azione futura dell’esecutivo di centrodestra si impernia sul Piano nazionale di ripresa e resilienza: «Non mi piace utilizzare termini stranieri», spiega Paolini, «ma diciamo che il Pnrr è il nostro core business. Il treno di questa eccezionale misura non passerà più e dobbiamo farci trovare pronti». Il piano ha un assessorato ad hoc, diretto dall’assessore Tonia Paolucci (Libertà in azione) che è al lavoro «su progetti elaborati fianco al fianco con tutti i settori» già dai primissimi giorni di insediamento. «Siamo partiti con progetti su istruzione, ambiente e cultura. A febbraio abbiamo presentato un progetto per la demolizione e ricostruzione della scuola media Mazzini; poi abbiamo intenzione di ampliare la mensa della scuola dell’infanzia di Olmo di Riccio e a fine mese partecipiamo ad un bando per la coesione territoriale per realizzare un centro antiviolenza. Abbiamo inoltre dato mandato a EcoLan per la presentazione di progetti per realizzare un biodigestore (14milioni di euro) e per avviare la raccolta con la tariffa puntuale grazie ad ecobox intelligenti per integrare e migliorare il porta a porta».
LA MINORANZA «Si sono comportati in maniera meschina», rimarca Paolini, «chiedendo il ritiro delle linee programmatiche alla fine di un estenuante consiglio comunale e solo perché abbiamo sbagliato qualche virgola. Potevano farlo prima e prima della presentazione in aula non è arrivata nessuna osservazione. So che è difficile fare opposizione, ma ho visto molti professori e nessuna sostanza».
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