Paolini: passerella elettorale, un danno eliminare il campo

7 Settembre 2021

LANCIANO. «È a tutti gli effetti una inaugurazione elettorale, se si fosse votato a maggio in questi giorni l’amministrazione Pupillo non avrebbe avuto niente da fare». Bolla così il candidato...

LANCIANO. «È a tutti gli effetti una inaugurazione elettorale, se si fosse votato a maggio in questi giorni l’amministrazione Pupillo non avrebbe avuto niente da fare». Bolla così il candidato sindaco del centrodestra, Filippo Paolini, la riapertura al pubblico del nuovo Parco Villa delle Rose, un progetto contestato, soprattutto per l’eliminazione del campo di calcio in erba sintetica. «Fummo proprio noi a volere quel campo», dice Paolini, «ricordo che avevamo chiesto un mutuo che stanno ancora pagando i lancianesi, ecco perché ho sempre pensato che togliere quel campo, oltre che rappresentare un grosso danno per le famiglie e per lo sport lo è anche a livello economico per tutti i lancianesi. Del resto, la scusa dell’area concerti non regge perché il campo si sarebbe potuto coprire. Si copre San Siro e non si poteva coprire il campo Esposito?».
«Fummo proprio noi della Lega a criticare quest’opera», sottolinea Fausto Memmo, coordinatore cittadino del partito di Salvini, «perché l’idea di eliminare un campo che è costato alle casse comunali e che è pagato con le tasche dei lancianesi non ci era mai piaciuta. Bene il progetto e bene l’idea di un’area in centro per i concerti che, ricordo, fui proprio io a condividere con l’amico Pino Valente quando parlavamo di questo intervento. Certo che però il parco, che non può chiamarsi tale visto che di verde non ha quasi più nulla, poteva essere fatto meglio. Quando andremo a governare», promette Memmo, «non possiamo certo distruggere un’opera che è costata così tanto ai lancianesi e per la quale forse potremmo consultare la Corte dei conti, ma sicuramente faremo in modo di migliorarla. I concerti non prescindono da spazi per lo sport e un campo di calcio che era utilizzato da tanti ragazzi. Sulla cavea non ho nulla da dire, andava ristrutturata, ma il resto», conclude Memmo, «dà l’idea di una colata di cemento, tanto che scherzosamente abbiamo rinominato l’area cemental park. L’amministrazione Pupillo grida tanto al green, ma mi piacerebbe sapere quanti metri cubi di cemento sono stati utilizzati per il Villa delle Rose». (d.d.l.)