“Parco Virtus” a Villa Elce Necessaria la variante al Prg

13 Settembre 2014

LANCIANO. Uno stadio di proprietà con altre strutture sportive e commerciali a Lanciano e un centro sportivo a Frisa. Sono le infrastrutture di cui la Virtus ha bisogno e che la famiglia Maio sta...

LANCIANO. Uno stadio di proprietà con altre strutture sportive e commerciali a Lanciano e un centro sportivo a Frisa. Sono le infrastrutture di cui la Virtus ha bisogno e che la famiglia Maio sta cercando di trasformare in realtà. E due passi in tal senso sono stati fatti. Il primo riguarda il “parco Virtus”,l’area di 14 ettari a Villa Elce che ospiterà il nuovo stadio da oltre 12500 posti, ma anche tante altre strutture: il progetto preliminare è stato depositato in Comune e ora si è aperta l’istruttoria. Il secondo passo riguarda il centro sportivo a Frisa che comprende due campi di allenamento omologati per potervi anche giocare, palestra, sauna, infermeria: entro pochi giorni avrà il via libera dal Coni che al progetto originario ha fatto delle prescrizioni che la Virtus ha risolto. Ma è il parco Virtus, il sogno non solo dei Maio ma di una città e del suo comprensorio visto che potrebbe coinvolgere una popolazione di circa 100mila persone. «Il progetto, a firma dell’architetto Gino Zavanella, che ha ideato molti stadi, sarà presentato a tutta la città» dice il direttore generale Virtus Camillo D’Alessandro «in Comune è stato protocollato un preliminare come presa d’atto formale perché nella vecchia relazione presentata anni fa si parlava di Sant’Onofrio e non di Villa Elce, dove invece sorgerà il parco. Che avrà molto verde oltre allo stadio da 12500 posti, campi da calcetto, da tennis, il centro di medicina dello sport e riabilitativo, aree attrezzate per tempo libero e sport, piste ciclabili, da running. Negozi. Progetto ambizioso che avrà bisogno di molte autorizzazioni, non solo dal Comune». «Il consiglio comunale» spiega il sindaco Mario Pupillo «dovrà approvare la variante al Prg per cambiare la destinazione d'uso dei terreni che ora sono agricoli. Apriremo subito le consultazioni per analizzare il progetto e portarlo in aula. La città ha senza dubbio bisogno di strutture sportive e di spostare lo stadio, che è anche obsoleto, dal centro. Ma il progetto, che avrà ricadute anche sul comprensorio vista la posizione e viste le tante attività che gli permettono di vivere 7 giorni su 7 non solo il giorno della partita, va analizzato bene». Anche la minoranza concorda con il primo cittadino. «Di questi tempi investimenti del genere (50/70milioni di euro) sono una rarità», dicono Manlio D’Ortona (Fi)e Paolo Bomba (Udc) «dello stadio c’è necessità ma dobbiamo valutare bene il progetto che non conosciamo, non abbiamo visionato». «Poi», aggiunge D’Ortona «bisogna allo stesso tempo capire che cosa ne sarà del Biondi».

Teresa Di Rocco

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