Parte la corsa per il sì al bilancio: senza l’ok arriverà il commissario

20 Ottobre 2023

La mancata approvazione del documento comporterebbe lo scioglimento del consiglio comunale La priorità è il via libera da parte della giunta, poi la nomina del sostituto dell’assessore Raimondi

CHIETI. È corsa in Comune per approvare il primo bilancio dell’ente in dissesto. «Adesso è questa la priorità, tutto il resto va in secondo piano», ha detto il sindaco Diego Ferrara. I tempi sono stretti e il passaggio è cruciale: se non si riesce ad approvare l’atto entro le scadenze fissate, si scioglie il consiglio comunale. Un rischio che la maggioranza Ferrara non può correre. La normativa sul dissesto prevede che il primo bilancio «stabilmente riequilibrato» deve essere portato in aula entro il prossimo mese. Per questo motivo uffici e giunta stanno correndo. L’obiettivo è portare lo schema di bilancio all’approvazione della giunta entro il 2 novembre. Una volta che lo schema verrà approvato dalla giunta, parte il percorso per portarlo in consiglio comunale, iter che prevede anche il parere dei revisori dei conti.
Quando infine il Consiglio potrà dare il via libera al documento programmatico, perché il bilancio sia effettivo bisognerà attendere l’ok del ministero dell’Interno che ha a disposizione quattro mesi per valutarlo. Ma intanto, la scadenza da non perdere è quella del mese di novembre. Pena lo scioglimento del Consiglio. Di qui il diktat del sindaco: prima il bilancio, poi tutto il resto. Compresa la sostituzione dell’assessore Enrico Raimondi, assessore tecnico che tra le sue deleghe aveva anche quella alle società partecipate, spina nel fianco dell’amministrazione Ferrara. Congelata dunque anche la posizione dell’assessore alle politiche sociali Mara Maretti, pure lei alle prese con il difficile bilanciamento degli incarichi politici e il lavoro.
Maretti ha comunque chiarito che per il momento di dimissioni non se ne parla. Anche lei ha detto di voler attendere la redazione del bilancio stabilmente riequilibrato prima di prendere decisioni. C’è poi anche chi pensa che l’assessore Raimondi non vada per forza sostituito. «Credo che il sindaco possa anche ipotizzare di andare avanti con un componente in meno nella sua giunta», dice l’assessore comunale del Movimento 5 Stelle, Fabio Stella. Per lui le dimissioni di un membro dell’esecutivo potrebbe essere il pretesto «per risparmiare risorse pubbliche».
La decisione spetta comunque al solo sindaco Ferrara. L’ex assessore Raimondi, infatti, era uno dei due assessori tecnici e di fiducia nominati dal sindaco. La sua sostituzione, dunque, non è affare della coalizione. Il sindaco non potrà pescare dal bacino della politica, a meno che non voglia modificare gli equilibri che si erano creati all’indomani delle elezioni comunali.
Ma anche se la decisione tocca solo a lui, Ferrara ha già detto di aver intenzione di coinvolgere tutto il suo schieramento. Ci saranno dunque incontri di maggioranza in cui il sindaco ascolterà anche il parere dei partiti che costituiscono la coalizione. Tutto però dopo che il bilancio stabilmente riequilibrato avrà ottenuto l'approvazione del consiglio comunale, verosimilmente nella seconda parte del mese di novembre.
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