Patto tra Asl, medici e università: «Debito da dimezzare in un anno»

L’azienda sanitaria punta su aumento delle entrate e riduzione di sprechi e prestazioni inappropriate Il rettore Stuppia: pronti a contribuire con reclutamento di professionisti e acquisto di strumentazioni
CHIETI. Aumentare le entrate e tagliare le spese attraverso una razionalizzazione del sistema: è la ricetta del direttore generale Asl Thomas Schael per dimezzare il disavanzo del 2023 entro il 2024. L’obiettivo è passare da 41 milioni di euro a circa 20 milioni di disavanzo. E per farlo il direttore ha chiesto e ottenuto la condivisione del percorso con l’università d’Annunzio e la medicina territoriale. Un’alleanza a tre per ricondurre la spesa entro i limiti della sostenibilità senza intaccare, assicura il manager, l’assistenza sanitaria. A sancire il patto è una conferenza stampa tenuta ieri mattina, in cui Schael vuole accanto a sé il rettore Liborio Stuppia, il responsabile regionale della Fimmg (la federazione dei medici di famiglia) Mauro Petrucci e tutti i direttori dei dipartimenti sanitari. Presente, cioè, l’intero Collegio di direzione, composto da Francesco Cipollone (dipartimento Medicina), Umberto Benedetto (Cuore), Francesco Chiarelli, (Materno-infantile), Domenico Genovesi (Servizi), Liberato Aceto (Chirurgia), Emmanuele Tafuri (Emergenza-urgenza) e Marco Alessandrini (Salute mentale), e i responsabili delle aree distrettuali Raffaele Di Nardo, Renato Lisio e Rosella di Sebastiano.
Asl, università, medicina ospedaliera e medicina del territorio hanno condiviso il programma per recuperare almeno 20 milioni di perdita entro fine anno. Il programma prevede l’aumento delle entrate (la previsione è di un 5% in più e per questo motivo non ci sarà un blocco delle assunzioni), il taglio della spesa farmaceutica e dei dispositivi sanitari, la trasformazione digitale, l’ottimizzazione dei servizi e interventi sull’appropriatezza delle prestazioni sanitarie.
Per Schael non si tratta di tagli, ma di razionalizzazione: «Le azioni contenute nel piano sono state condivise», sottolinea il direttore, «e siamo convinti di aver imboccato un percorso fattibile, che incide sugli sprechi e sull’inappropriatezza delle prestazioni sanitarie, mai sull’assistenza». L’università si dice pronta a partecipare al piano, assicurato il rettore, «a partire dal reclutamento di professionisti, orientato alle necessità assistenziali più che alla ricerca. E poi con l’acquisto di strumentazioni e tecnologie ci permetterà di offrire ai pazienti terapie personalizzate, somministrate in base al genoma, evitando il ricorso a farmaci inefficaci e contribuendo alla riduzione degli sprechi».
Saluta con favore la nuova sinergia anche Petrucci: «Per tanto tempo noi medici territoriali siamo stati isolati, in questa occasione, invece, abbiamo avuto la possibilità di un confronto sereno e leale con la direzione Asl, che ci farà lavorare meglio. Auspico che la stessa convergenza possa essere trovata in ambito regionale tra maggioranza e opposizione, che sulla sanità dovrebbero stringere un patto di non belligeranza, abolendo campanilismo e clientela».
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