Pazienti nefropatici in aumento La Regione pensa all’assistenza

LANCIANO. La Regione dà risposte all’assistenza dei nefropatici. Il dipartimento per la salute e il welfare sta per presentare il decreto in cui si definisce il fabbisogno regionale di prestazioni...
LANCIANO. La Regione dà risposte all’assistenza dei nefropatici. Il dipartimento per la salute e il welfare sta per presentare il decreto in cui si definisce il fabbisogno regionale di prestazioni di emodialisi 2016-2018, che vede il potenziamento della rete regionale delle strutture per emodializzati che conta 21 centri per dialisi e 284 posti rene. Lo sta facendo sentendo, oltre ai medici, chi si occupa di questi pazienti come l’Ared (associazione regione Abruzzo emodializzati dialisi e trapianto). «È un documento in cui finalmente la Regione recepisce il problema dell’aumento progressivo dei pazienti nefropatici», spiega il presidente Giulio Bomba, che nei giorni scorsi ha affrontato con l’assessore alla sanità Silvio Paolucci i problemi dei nefropatici.
«Questi sono ben il 10% della popolazione», rileva Bomba, «non possono essere lasciati ai margini. Solo al Renzetti di Lanciano ci sono circa 40 emodializzati, 10 peritoneali, 28 trapiantati, una cinquantina di pazienti in pre- dialisi e ben 900 pazienti ambulatoriali». Tra i vari punti studiati dall’assessorato c’è l’aumento di circa100 posti rene, arrivando così a oltre 380. Numero che comporterà un aumento anche dei medici che, solo nella Asl chietina, sono sotto di una decina di unità. Tra le novità discusse anche il problema della dialisi nei periodi estivi. «Oltre ad essere un dovere morale», dice Bomba, «è anche fonte di mobilità attiva per le Asl. Poi bisogna attivare i percorsi privilegiati per effettuare esami, prevedendo il percorso del Cup di 2° livello. Ma per attivarlo bisogna installare nei centri di nefrologia e dialisi il pc collegato con il sistema informatico delle prenotazioni centrali». Bomba ha ricordato a Paolucci il problema dei locali fatiscenti nei centri dialisi di Penne, Vasto, Atessa e Guardiagrele, ha proposto l’attivazione del centro fistole a Ortona e di considerare i pazienti ambulatoriali che sono circa 10.000 in regione. (t.d.r.)
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