Pensionata morta al cimitero: l’autopsia conferma il suicidio

29 Ottobre 2024

Il decesso di Giuliana per la mancanza di ossigeno dovuta alle tre buste di plastica che aveva in testa  Sul corpo nessun segno di colluttazione o di difesa. Le telecamere avevano già escluso l’aggressione

CHIETI. Suicidio per «asfissia da confinamento», ovvero provocato dalla mancanza di ossigeno dovuta alle tre buste di plastica che aveva in testa. È questa la causa della morte di Giuliana Leccese, 75 anni, ex impiegata della Provincia, trovata senza vita dal marito, sabato pomeriggio, davanti alla cappella di famiglia, all’interno del cimitero di Chieti. L’autopsia eseguita ieri dal medico legale Cristian D’Ovidio, su incarico del pubblico ministero Lucia Anna Campo, ha risolto definitivamente il giallo: è stato un gesto volontario, non ci sono misteriosi assassini da ricercare.
A dire il vero, già nelle ore immediatamente successive al ritrovamento del corpo, le indagini dei carabinieri del reparto operativo e della compagnia di Chieti, coordinati dal tenente colonnello Pietro D’Imperio e dal capitano Renato Lanzolla, avevano escluso la pista del delitto. Da una prima ispezione cadaverica, poi confermata dall’esame autoptico, non era emerso alcun segno di difesa o di colluttazione. Non solo: le telecamere del cimitero di Sant’Anna avevano svelato che, sabato mattina, nessuno aveva seguito Giuliana mentre entrava nel camposanto, dopo aver parcheggiato la sua Lancia Y in via Ettore Ianni, e si dirigeva verso la cappella in cui era sepolta la figlia Silvia, morta nel 1976 ad appena 43 giorni dalla nascita.
Dall’autopsia, andata avanti per circa quattro ore all’ospedale Santissima Annunziata, è arrivata la conferma che non c’è stata nessuna aggressione.
L’esame medico-legale si completerà con esami istologici e tossicologici: i risultati definitivi saranno depositati entro 60 giorni e si saprà se la donna abbia eventualmente ingerito farmaci che potrebbero averle fatto perdere ogni capacità di reazione, contribuendo a portarla alla morte.
I familiari di Giuliana – a partire dal marito Orazio Di Diodato, 78 anni, ex dipendente comunale, per tutti Umberto – non hanno idea di quale sofferenza abbia potuto spingere la donna a farla finita in circostanze così tragiche. Poco prima di uccidersi, la pensionata aveva parlato con i parenti, senza esternare malesseri o motivi di preoccupazione. Il sentimento della pietas ci spinge a non fare ipotesi sulle cause del suicidio.
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