Perseguita l’autista di scuolabus e lo spia con il binocolo: indagata

Divieto di avvicinamento per una 33enne che arriva a offrire soldi a una collega dell’ex fidanzato: «Se mi racconti tutto quello che fa, ti do 100 euro ogni mese». Tra i testimoni c’è anche il sindaco
CHIETI. Ha perseguitato l’autista dello scuolabus del paese spiandolo con un binocolo, tempestandolo di messaggi e arrivando a offrire soldi all’accompagnatrice dei bambini: «Se mi racconti tutto quello che fa il mio ex», era stata la proposta, «ti do 100 euro al mese». Ora la ragazza di 33 anni, indagata per atti persecutori, dovrà rimanere ad almeno 300 metri di distanza dall’uomo e dalla sua collaboratrice: l’ordinanza di divieto di avvicinamento è stata firmata dal giudice Luca De Ninis dopo le indagini dei carabinieri della compagnia di Chieti e la richiesta del sostituto procuratore Lucia Anna Campo. Non indichiamo il piccolo paese in cui sono avvenuti i fatti per tutelare l’identità delle vittime: tra i testimoni c’è anche il sindaco.
Tutto comincia quando l’autista, che chiameremo Andrea, lascia l’indagata, a cui daremo il nome di Francesca, dopo una relazione sentimentale andata avanti per sei o sette mesi. Lui decide di troncare il rapporto perché la giovane è possessiva, gelosa e denigra di continuo il compagno e i suoi familiari. Anche dopo la fine della storia, i due si scambiano qualche messaggio. Ma, dopo gli ennesimi insulti, l’uomo preferisce interrompere ogni tipo di comunicazione. I problemi cominciano a emergere a settembre, quando riaprono le scuole e Francesca scopre che Andrea è affiancato sullo scuolabus da una ragazza che si occupa di accudire i piccoli alunni. Il primo approccio con la collaboratrice dell’ex è amichevole: la 33enne cerca di carpire la sua fiducia e le fa battute sul fatto che Andrea sia un dongiovanni. La ragazza, ingenuamente, riferisce all’autista dell’incontro avuto. L’uomo contatta la ex e le dice di smetterla, ma lei va su tutte le furie e si presenta a casa dell’accompagnatrice dei bambini, in preda all’ira, chiedendo motivazioni sul perché avesse raccontato di quello scambio di battute. Poi, Francesca si calma e le fa un’offerta: «Ti do 100 euro al mese se mi racconti tutto quello che fa Andrea». La donna rifiuta categoricamente la proposta e la manda via. A questo punto, la situazione precipita. L’indagata inizia a pedinare con la macchina sia l’autista che la collaboratrice: manda messaggi diffamatori a terze persone e minaccia di creare scandalo diffondendo registrazioni (peraltro inesistenti) che proverebbero un rapporto sentimentale tra i due. È talmente ossessionata da raccontare persino al sindaco che Andrea ha una storia con la collaboratrice. C’è di più: Andrea si accorge che la stalker è solita affacciarsi dalla finestra della sua abitazione, distante poche centinaia di metri dal piazzale dove lascia parcheggiato lo scuolabus, e controllare i suoi movimenti utilizzando un binocolo. Come se non bastasse, spesso e volentieri, Francesca si presenta anche nel piazzale. Lui le dice chiaramente di non volere più alcun tipo di contatto. Ma tutto è inutile. Ecco perché le due vittime, ormai esauste, decidono di rivolgersi ai carabinieri del maggiore Massimo Capobianco e presentare denuncia: raccontano di essere costrette a vivere in un clima di ansia, cambiando anche abitudini di vita e itinerari per il timore di essere seguiti. A questo punto, su richiesta della procura, il giudice per le indagini preliminari firma la misura cautelare perché sono evidenti il rischio di reiterazione del reato e il pericolo di episodi ancora più gravi. Arriviamo così a ieri mattina, quando l’indagata, assistita dall’avvocato Vincenzo Di Lorenzo, viene interrogata. La 33enne si difende sostenendo che non era sua intenzione perseguitare Andrea e la collaboratrice, ma voleva solo recuperare il rapporto con l’ex fidanzato. «Ora non ho più alcun interesse nei suoi confronti», ripete in aula.

