Piano del Comune e della Asl per frenare i contagi in città

30 Marzo 2020

Sono 29 gli infetti, oltre cento in quarantena: adesso la sfida è evitare la diffusione del virus Il sindaco: controlli e multe per frenare gli assembramenti, ma i residenti sono responsabili

CHIETI. Sono 29 i contagiati da coronavirus in città, quasi cento le persone costrette a restare in quarantena, tre i morti di 83, 87 e 94 anni. A confronto con le città di pari dimensioni, per adesso Chieti paga un prezzo più basso. E ora il piano del Comune e della Asl è frenare quanto più possibile la circolazione del Covid-19 e tenere il numero degli infetti entro un livello di guardia. «Si può fare», così pensano il sindaco Umberto Di Primio e il direttore del dipartimento di Prevenzione della Asl Giuseppe Torzi che, ormai più volte al giorno, si sentono per isolare i casi positivi, tracciare la mappa dei contatti che i contagiati hanno avuto negli ultimi 14 giorni e identificare le persone a rischio che potrebbero essere state infettate. È una corsa contro il tempo. Con un particolare: agire con velocità è obbligatorio.
Secondo Di Primio, sindaco da 10 anni e che si avvia a continuare il suo mandato almeno fino al prossimo autunno, non è un caso che i contagi a Chieti siano ancora contenuti: «In città non c’è una concentrazione di casi in un determinato posto. Non esistono focolai», spiega il sindaco, «registriamo 29 persone positive sparse in varie aree di Chieti, sia anziani che giovani. Perché sono così pochi? Noi», dice Di Primio, «non abbiamo fatto ordinanze ma ci siamo messi in strada con le forze dell’ordine per evitare che la popolazione se ne andasse tranquillamente in giro; inoltre, dopo i primi giorni, i teatini si sono immediatamente allineati alle disposizioni tanto che le violazioni sono state limitate. Controlli e consapevolezza ci hanno aiutato». È solo un primo passo: «Bisogna continuare a restare a casa», avverte il sindaco, «lo dico nei video che faccio su Facebook e lo dirò ancora perché è essenziale non uscire per fermare la circolazione del virus. Sono soddisfatto per il lavoro delle forze dell’ordine che sono state e sono ancora in prima linea e per il comportamento della gente che ha recepito il messaggio». Su questo Di Primio racconta una scena: «Sono andato a fare la spesa al supermercato e ho visto tutti in fila con i carrelli a distanza di sicurezza e con i presidi di protezione come mascherine e guanti. Bisogna andare avanti così».
Il sindaco ha minacciato multe per chi si accalca alle Poste per riscuotere le pensioni: «Nei primi giorni non ci sono stati assembramenti», dice Di Primio. Oggi tocca ai pensionati con i cognomi dalla L alla O; domani dalla P alla R; mercoledì dalla S alla Z. E anche in questi giorni i controlli sono assicurati.
Assembramenti potrebbero verificarsi in Comune dopo l’annuncio del presidente del Consiglio Giuseppe Conte sui buoni spesa per le famiglie: «Per ora non possiamo dare risposte», mette le mani avanti il sindaco. Che ricorda che il Comune, in questi giorni di emergenza, non può essere un porto di mare: il Comune è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 12 (martedì e giovedì anche dalle 16 alle 17), ma «si riceve solo per casi urgenti e uno alla volta».