«Piazza Garibaldi arredata così è brutta»

4 Agosto 2019

ATESSA. «L’arredo di piazza Garibaldi è una brutta copia del nostro progetto»: non piace ai consiglieri comunali di LiberAtessa Enzo Pellegrini, Sara Cappellone e Nicola Cicchitti, l’arredo...

ATESSA. «L’arredo di piazza Garibaldi è una brutta copia del nostro progetto»: non piace ai consiglieri comunali di LiberAtessa Enzo Pellegrini, Sara Cappellone e Nicola Cicchitti, l’arredo realizzato dall’amministrazione del sindaco Giulio Borrelli per la piazza centrale di Atessa. «Il progetto attuale», dicono, «è stato ridimensionato e snaturato dalle nostre previsioni di 250mila euro: quello della giunta Borrelli è solo di 100mila e inoltre gli elementi di arredo sono stati posizionati in modo diverso dal progetto originario eliminando elementi fondanti del progetto stesso come i giochi d’acqua e le porte stilizzate di accesso alla piazza. Apprezziamo che finalmente anche Borrelli e i suoi fan si siano convinti che piazza Garibaldi dovesse diventare un salotto e non un parcheggio come hanno sempre sostenuto durante la realizzazione dell’opera, durante la campagna elettorale e anche dopo aver vinto le elezioni quando hanno rimesso i parcheggi in piazza, causa di ulteriore deterioramento della pavimentazione facendo spendere soldi per sistemarla».
Per i tre consiglieri il progetto completo uscito vincitore dal concorso di idee poteva e doveva essere realizzato in modo da creare un vero salotto con caratteristiche identitarie e uniche nel circondario in grado da fungere da attrattivo verso i comuni limitrofi. «La realizzazione parziale non aggiunge nulla rispetto alla normalità degli arredi esistenti in tutti i paesi. Infine», affermano Pellegrini, Cappellone e Cicchitti «non accettiamo i vari scaricabarile che vogliono far passare nella cittadinanza addossando colpe alla Sovrintendenza o alla mancanza di fondi o a colpe della vecchia maggioranza».
Un problema segnalato da alcuni residenti di via Discesa Casette che inizia da piazza Garibaldi (lato Corso) riguarda l’incivile usanza di utilizzare il vicolo come latrina pubblica soprattutto nei fine settimana o durante le feste in piazza Garibaldi. (m.d.n.)
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