Piazza Garibaldi vestita a festa per la trebbiatura

6 Luglio 2015

Successo per la kermesse contadina conclusa a mezzanotte Marinucci: le tradizioni vanno difese e tramandate ai giovani

CHIETI. Per chi ha avuto la fortuna di viverla in prima persona la rievocazione è stata molto di più di una semplice festa della tradizione contadina. Gioia e nostalgia sono state il sale di un evento apprezzato e assaporato fino a tarda notte anche dalle generazioni più giovani. Ieri, in piazza Garibaldi, è andata in scena la Festa della trebbiatura, uno dei momenti più importanti della tradizione contadina che, nel Chietino, si è dissolta alla fine degli anni Cinquanta. A riportarla in auge un gruppo di amici capeggiati da Roberto Marinucci, 71 anni, ristoratore da 40, ed ex gestore del bar Egea. Al suo fianco l’amico Giorgio Gaspari col quale ha preparato un pranzo per una cinquantina di persone. «Piatti della tradzione locale» racconta Marinucci «con un menu ricco che ha proposto la pasta alla chitarra «ruvida» con sugo al pomodoro di colombacci e di secondo carne di cinghiale». Il tutto annaffiato con ottimo e genuino Montepulciano. Ma questo è stato solo il ricco antipasto della Festa della trebbiatura iniziata al mattino presto con la sistemazione in piazza di tutti i macchinari utilizzati un tempo per la mietitura del grano. Dopo il pranzo servito nella taverna di Marinucci i canti e i balli popolari in piazza accompagnati dal tradizionale «du botte». Il clou della festa è iniziato intorno alle 16 quando, dopo la benedizione del parroco della chiesa di Sant’Antonio, don Donatello Pellicciotta, sono entrate in azione le macchine trebbiatrici ed è strato ricreato, in miniatura, il ciclo della trebbiatura: dal taglio del grano alla lavorazione finale delle balle di paglia. Piazza Garibaldi zeppa di visitatori si è così trasformata in un gigantesco cortile rurale degli anni Cinquanta dove c’erano contadini alle macchine intenti alla lavorazione del grano, spettatori attenti ad ogni passaggio e persone interessate soprattutto alle gustose merende caserecce a base di pane e pomodoro accompagnate da generosi bicchieri di vino rosso. Il tutto allietato dalla musica rassicurante della fisarmonica diatonica che ha trascinato i presenti nell’esibizione in canti tradizionali. «Dalla terra nasce tutto» commenta il patron della festa «un concetto che va tramandato ai bambini in modo concreto. Questo è lo scopo primario della Festa dell trebbiatura» sostiene Marinucci che aggiunge «e poi vogliamo valorizzare anche questo quartiere il più delle volte escluso dal cartellone estivo degli venti cittadini». Una bella idea che ha ridato vita alla piazza fino a mezzanotte.