Picchetto d’onore e moto per l’ultimo saluto a Ottavio

Folla e lacrime per i funerali in cattedrale di De Fazio, infermiere dell’esercito Il ricordo del comandante: «Trasmettevi il tuo sorriso a tutti, ci mancherai»
CHIETI. Il militare del picchetto d’onore dell’esercito vacilla vicino alla bara dell’amico. Abbassata la mascherina per respirare meglio, è costretto a sedersi. Troppo forte il dolore per la scomparsa di Ottavio De Fazio, 49enne luogotenente infermiere dell’esercito, morto a Raiano domenica scorsa durante una gita in moto con amici, molti dei quali appartenenti alle forze dell’ordine. Era il primo momento di svago dopo l’impegno in prima linea contro il coronavirus, nell’ospedale da campo allestito dall’esercito a Piacenza.
Nella chiesa di San Giustino di nuovo piena, nonostante le distanze da mantenere, le divise dell’esercito si mescolano alla folla di amici e parenti. Per salutare il 49enne in forza al 235° Reggimento Piceno, arriva anche il comandante del Reggimento, colonnello Igor Torti, che prende la parola per ricordare il luogotenente che è stato impegnato anche in diverse missioni all’estero (Afganistan, Albania e Libano). «Ottavio era il sorriso, sempre e comunque, in ogni situazione», dice l’ufficiale, «e questo sorriso lo trasmetteva a tutti. Era un militare altamente preparato e professionalmente ineccepibile. Non lo dimenticheremo mai e saremo vicini ai suoi cari e ai suoi amici».
«Era una persona incredibile, sia dal punto di vista umano che professionale», ricorda il sottufficiale di corpo del 235° Reggimento, primo luogotenente Giuseppe Crosta, «con 30 anni di servizio nell’esercito, era per tutti un grande punto di riferimento». Presenti alla cerimonia anche il comandante del Comando militare esercito Abruzzo e Molise, colonnello Marco Iovinelli, il sottufficiale di corpo, primo luogotenente Maurizio Carluccio, il colonnello Marco Belgio Murri, comandante dell’Ufficio documentale di Chieti, che ha sostituito il Distretto militare per cui lavorava De Fazio prima di andare ad Ascoli, e l’ex comandante del Distretto militare, colonnello Pasquale Rinaldi, insieme a tanti ex colleghi. A celebrare la messa, quattro cappellani militari, don Antonino Pozzo, don Umberto Fantoni, don Claudio Recchiuti e don Giuseppe Bachetti. Quest’ultimo dal pulpito cerca di portare conforto alla famiglia, chiamando per nome il figlio Davide, 20 anni, circondato dagli amici, e la mamma Anna Maria. E poi i motociclisti: un centinaio hanno riempito piazza San Giustino. Ordinatamente schierati, quasi un secondo esercito, salutano la bara col rombo dei motori. Tra la folla anche il candidato sindaco della Lega Fabrizio Di Stefano, con cui Ottavio era pronto a candidarsi alle comunali. L’aveva già fatto altre due volte con gli amici di sempre, gli assessori della Lega Emilia De Matteo e Mario Colantonio e il consigliere forzista Emiliano Vitale, anche loro presenti al funerale. Originario di Manduria, in Puglia, il luogotenente era arrivato a Chieti per lavorare al Distretto militare e poi l’aveva scelta come città d’adozione, per la quale impegnarsi e spendersi anche in politica.

