Picchia e minaccia di morte il pizzaiolo

6 Luglio 2015

Un uomo di 40 anni di Chieti in carcere per tentata rapina, nel parapiglia dentro il locale sono volate anche le sedie

CHIETI. Ha chiesto soldi insistentemente al proprietario della pizzeria, lo ha minacciato di morte e poi lo ha picchiato. Ma la mattanza gli è costato il carcere. Andrea Furbesco, 40 anni, di Chieti, da sabato sera è rinchiuso nel carcere di Madonna del Freddo. Questa mattina comparirà davanti al giudice che dovrà convalidare il l’arresto per tentata rapina. Poi eventualmente il processo per direttissima.

I fatti sono accaduti sabato poco prima di cena, Furbesco conosciuto alle forze dell’ordine, è andato alla pizzeria Konopizza che si trova in via Colonnetta 17, allo Scalo. Si è avvicinato al proprietario Enrico Leonello e con atteggiamento miaccioso gli ha chiesto insistentemente soldi. «Mi devi dare i soldi adesso». La risposta negativa del proprietario lo ha fatto infuriare ancora di più fino a che lo ha minacciato di morte. A quel punto ne è nata una colluttazione, sono volate anche le sedie. Furbesco ne ha lanciata una contro Loenello. Lo ha colpito eppoi se ne è andato. Il ristoratore allora ha chiamato il 113, qualcuno gli operatori del 118. Testimone c’era un aiutante del pizzaiolo. In poco tempo è arrivata una volante della polizia coordinata dal vicequestore aggiunto Francesco Costantini. Gli operatori del 118 hanno caricato il ristoratore in ambulanza che è stato medicato al pronto soccorso del policlinico dove i medici lo hanno giudicato guaribile in sette giorni.

Nel frattempo i poliziotti si sono messi alla ricerca di Frubesco. Che però, stranamente si era allontanato di poco. Infatti l’uomo era distante qualche metro dalla pizzeria.

Furbesco è stato arrestato e dopo la identificazione negli uffici della questura è stato trasferito nel carcere di Madonna del Freddo con l’accusa di tentata rapina.

Il vicequestore ha poi avvertito il magistrato di turno Marika Ponziani che ha chiesto al Gip la convalida dell’arresto.

Intanto la sera stessa della presunta tentata rapina Leonello ha raccontato la brutta avventura su facebook. Ha scritto di come sia difficile oggi lavorare e di quali e quanti sacrifici ogni giorno è chiamato a fare. Tuttavia ha raccontato che l’aggressione, della quale la polizia dovrà accertare tutti i contorni, non lo fermato. «Perché io ho fatto tremila sacrifici e ne faccio ogni santo giorno e non mi faccio calpestare da nessuno. Dovrei andare in ospedale perché nella colluttazione mi sono ferito con una sedia. Invece resto qui, mi metto un cerotto e lavoro, perché io non mollerò mai, mai mai!!!».