Picchia la madre per avere soldi Il giudice: «Resti lontano da lei»

14 Dicembre 2023

Un 27enne ha reso un inferno la vita della vittima: pretendeva denaro e gioielli con morsi e minacce Ora non potrà più raggiungere l’abitazione di Ripa della donna: ha l’obbligo di rimanere a Francavilla

CHIETI. È arrivato a picchiare e a mordere la madre pur di avere soldi. Un giovane di 27 anni ha trasformato per anni in un inferno l’esistenza della donna, costringendola a vivere nel terrore, tra frequenti aggressioni e minacce di morte. Ora, però, il figlio violento – accusato di atti persecutori, rapina e violazione di domicilio – non potrà più mettere piede a Ripa Teatina, il paese in cui vive la vittima di 67 anni. Il giudice Andrea Di Berardino, su richiesta dalla procura di Chieti, ha infatti firmato nei confronti dell’indagato la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel suo centro di residenza, ovvero Francavilla al Mare, con il divieto di uscire di casa dalle otto di sera alle sei del mattino. A condurre l’inchiesta sono stati i carabinieri della stazione di Francavilla, che hanno raccolto il grido d’aiuto di una madre disperata, finita in più occasioni anche in ospedale per vicende collegate alle azioni di quel figlio entrato nel tunnel della droga e disinteressato a iniziare qualsiasi percorso per disintossicarsi.
In numerose circostanze, il giovane è piombato nell’abitazione della madre – anche rompendo le finestre – con l’unico obiettivo di ottenere denaro e oggetti di valore. Tanto per rendere l’idea della vessazioni alle quali la vittima era sottoposta, una volta il figlio l’ha aggredita per farsi consegnare mille euro; in un’altra, invece, si è impossessato di 300 euro contenuti nella borsa. Come se non bastasse, pur non avendo la patente di guida (gli è stata revocata a causa dell’uso di sostanze stupefacenti), l’indagato spesso ha portato via e utilizzato l’automobile della sessantasettenne nonostante lei fosse fortemente contraria. A confermare il racconto della donna ci sono anche alcuni interventi dei carabinieri successivi agli episodi di violenza e i certificati medici.
Nelle prossime ore l’indagato sarà interrogato dal giudice in tribunale: avrà l’opportunità di fornire la sua versione dei fatti e respingere le pesanti accuse.
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