Piccoli comuni senza fondi chiedono aiuto

8 Gennaio 2017

Otto amministrazioni montane si appellano alla Regione: somme insignificanti per la Protezione civile

MONTELAPIANO. Parte da Montelapiano, che con i suoi 87 abitanti, è il più piccolo borgo dell’Abruzzo, una breve indagine sulla popolazione di alcuni comuni montani, aree interne caratterizzate da spopolamento e invecchiamento della popolazione fenomeni che preludono a un inarrestabile declino. I Comuni montani dell’Abruzzo occupano il 76% della superficie della regione, ma gli abitanti sono appena il 30%. Montelapiano fa parte, insieme a Colledimezzo (524 abitanti), Montebello sul Sangro (91), Monteferrante (134), Montenerodomo (711), Pietraferrazzana (131), Roio del Sangro (100) e Rosello (240) dell’Unione Montana dei Comuni del Sangro che ha complessivamente poco più di 2mila abitanti. Per capire le esigenze di una popolazione è necessario suddividerla in classi di età perché un conto è avere 80 anni in un comune rivierasco o in una città e un conto invece è averli in un comune montano, soprattutto nel periodo invernale. La popolazione da 0 a 14 anni (non si discostano da queste cifre altri comuni montani) complessivamente negli 8 Comuni dell’Unione è di 166 unità (i due limiti sono: Montenerodomo 72 Montelapiano 4) mentre la fascia di età oltre i 65 anni è di 730 abitanti e di questi 490 hanno oltre 75 anni. Anziani che il più delle volte vivono o da soli con coniugi di pari età e gestire le esigenze di questa fascia di popolazione richiede organizzazione e soprattutto soldi cosa che un Comune da solo non può fare. È proprio con questi presupposti che sono nate le forme associate di diversi Comuni.

«Per il sociale, soprattutto assistenza domiciliare» afferma Arturo Scopino, presidente dell’Unione dei Comuni Montani del Sangro e sindaco di Montelapiano «spendiamo circa un milione di euro, di cui 400 mila messi dalla Regione e il resto dai Comuni. A parte questi, la Regione ci ha dato solo 21 mila euro per altri servizi come il catasto e la Protezione civile, somma insignificante, basti pensare che con più fondi possiamo essere noi a gestire altre cose come il piano neve». Nella gran parte di questi Comuni mancano le farmacie e in alcuni casi i medici arrivano alcuni giorni a settimana; pochi sono i negozi e i bar. È gioco forza che nel giro di 6-7anni i Comuni dell’Unione abbiano avuto complessivamente una diminuzione di circa 300 abitanti. Importante è considerare due parametri, grado d’istruzione e interessi degli ultra sessantacinquenni: in 343 non hanno nessuna istruzione, in 325 si sono fermati alla scuola elementare, 39 alle medie, 14 alla licenza superiore, nessuno è laureato. Per gli interessi: 130 religione, 72 cultura, 92 cinema, 87 informatica e ben 220 socializzazione come a dire che è nella popolazione anziana dei paesi montani che rimangono ancora quei germi di umanità che portano al contatto interpersonale, al confronto con l’altro, uno dei bisogni primordiali dell’essere umano.

Matteo Del Nobile